GIO’ CONCEPT STORE

I am one of you and being one of you

Is being and knowing what I am and know

(Wallace Stevens)

Vorrei iniziare questa storia con le parole del poeta americano Wallace Stevens, parole che avevo annotato in uno dei tanti miei fogli durante un viaggio in treno con il titolo appunti per una storia: sono uno di voi, ed essere uno di voi è essere e sapere ciò che sono e che so.

Perché prima di essere una storia di moda e di abiti, di collaborazione e imprenditoriale, questa è la storia di un incontro, uno di quelli che non ti aspetti e che invece accadono all’impensata in un giorno d’inverno, per le vie di Milano. Uno di quelli che ti danno il senso che qualcosa di semplice eppure misterioso può ancora succedere quando i vestiti vanno d’accordo con l’aspetto, quando camminare dentro le pieghe di una gonna di Elle Venturini dà in maniera inequivocabile l’impressione di quello che sei, di cosa senti, di quali sono i tuoi valori. Quando l’incurvamento e la flessione del tessuto custodiscono la gran parte di te e la sanno svelare alle persone giuste, nei momenti opportuni.

E’ così che ho conosciuto Mascia Franzoni e Titti Questi. Un giorno. In inverno. Un incontro. Per caso. E insieme, sempre per quella casualità che pare quasi obbligatoria, abbiamo intrapreso con entusiasmo il viaggio dell’immaginazione consapevoli di non essere, dentro le regole di questo sistema, potenti oltre misura ma di poter sognare ed essere contente oltre misura.

A Costa Volpino, il piccolo paese della Val Camonica che si affaccia sulle sponde del Lago di Iseo, Fai Festa esiste già da parecchi anni ed è una realtà nota ed affermata nella zona, riconosciuta anche per la sua arte nel modellare i palloncini, diventata una vera e propria specializzazione e tratto distintivo.

“Siamo partiti nel 2011 con i prodotti monouso per la tavola e per la festa, ampliando con il tempo il settore delle bomboniere e grazie soprattutto al lavoro di Selena (Franzoni n.d.r.), la nostra ballon artist, abbiamo realizzato degli eventi di grande successo che ci hanno permesso di crescere e diventare la realtà consolidata che siamo oggi.”

Dagli esordi molte cose sono cambiate semplicemente seguendo la naturale evoluzione della sensibilità, degli interessi, delle inclinazioni dell’animo. In un percorso in continua evoluzione che consiste di connessioni, non di separazioni, perché specializzarsi è in qualche modo isolare e invece questo luogo, che oggi racchiude anche l’embrione del nuovo nato Gio’ Concept Store, è un luogo aperto alle più diverse sollecitazioni culturali ed estetiche: quelle della moda, dell’arte, del design senza preclusioni di sorta. Scomporre, ricomporre, mescolare, contaminare, sovvertire le regole. Una nuova educazione creativa, educazione emotiva anche.

“L’idea è quella di un concept store inteso come contenitore di ricerca dentro il quale possano convivere tanto gli abiti quanto gli oggetti di design, la lampada e il tappeto, i libri e i fiori. Qualsiasi cosa bella insomma! Ma soprattutto ambisce ad essere uno spazio familiare capace di incentivare la condivisione di idee e di tempo, di parole e di rapporti autentici, di amicizia.”

La bellezza diventa linguaggio universale capace di fare da collettore tra realtà diverse e di unirle in un unico armonico momento. Si incontrano ragione e sentimento: le strutture architettoniche delle creazioni di Elle Venturini e il vetro che sembra sfuggire alla percezione tattile delle collane di Elisabetta Carozzi. Prosa e poesia: lo show cooking con la ricetta del maestro Gualtiero Marchesi e due splendide padrone di casa di cui si sente l’energia pulsare. Materia e spirito: la grande folla accorsa a celebrare questo nuovo inizio e il senso di un incontro.

Avvenuto un giorno, per caso. Ma chissà poi quale giorno era. A guardare indietro mi accorgo di averlo già perso nella memoria di questa scrittura fatta con il cuore.

 

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