UN TEMPO MIO

A TEMPO DI VINTAGE TINTO DI BLU
 Trattare il tema della consapevolezza della propria età e più in generale della vecchiaia si è rivelato molto complesso e da un certo punto di vista, quello più strettamente personale, anche molto coinvolgente. E proprio perché si tratta di una questione che mi tocca nel profondo, che sento forte, ho deciso di interpretare io il “primo tempo”, pur nella mia assoluta non fotogenicità. Quando riguardo le mie foto capisco davvero che il mio posto è dietro la macchina da presa e non davanti! Ma quel che conta per me è veicolare un messaggio, e Nils dal canto suo riesce a fare un lavoro straordinario sempre e comunque. La sceneggiatura che avevo in mente aveva il sapore di una soup opera languida nei contenuti ma dai colori accesi (http://www.thedummystales.com/like-a-soup-opera/). Volevo raccontare la storia di una donna consapevole di intraprendere il suo ultimo, misterioso, forse infinito viaggio. E volevo che fosse una donna fiera del proprio trascorso, una donna capace di portare con orgoglio nel viso e nel corpo i segni tangibili del suo vissuto. Che senso ha appiattire tutto, emozioni, dolori, ricordi, in un viso omologato e levigato dalla chirurgia estetica? Ho immaginato il mio Caronte come una sorta di traghettatore moderno, vestito con la divisa di ordinanza, pronto ad aprirmi la porta dell’auto per partire insieme per un posto chissà dove. E pensavo a come mi sarei sentita inutile se, nella consapevolezza di andare per sempre via da qui, lui non avesse riconosciuto il mio sorriso perché cancellato da un colpo maldestro di silicone. Oltre ad un disponibilissimo Roberto a farmi da autista, nella soup opera ha recitato da co-protagonista anche Mariangela, la mia adorabile vicina di casa. Ed ha semplicemente e meravigliosamente interpretato se stessa. Una donna di 73 anni, perfettamente in sintonia con la propria vita e il tempo trascorso a vivere, talmente consapevole della propria identità che il suo è stato intitolato “The conscious make-up” (www.thedummystales.com/the-conscious-make-up/). Niente del suo viso è stato coperto, tutto invece è stato esaltato e reso al meglio. Quando ho cambiato prospettiva e quindi angolazione della macchina fotografica, per mettere in scena il “secondo tempo” del tema della vecchiaia, ho trasformato Eleonora in un moderno Mastroianni (con in mente la sua immagine nel film di Tornatore “Stanno tutti bene”) pensando ad un altro andare, dalla resa estetica più propriamente fashion questa volta (www.thedummystales.com/youre-about-to-leave/). Andare impone sempre di fare i conti con sè stessi e con quelli che si lasciano. Ed Eleonora, che nei superbi scatti di Nils si portava dietro come un’immagine d’ombra, è stato il pretesto per fare i conti con chi se ne sta andando. Qualcuno al quale la valigia piena di dolore ho restituito tanto tempo fa.
Foto Nils Rossi

Traduzione Chris Alborghetti

 

 

THE DUMMY REVEALS ITSELF WHILE WEARING BLU VINTAGE DRESS

Dealing with the subject of self-awareness with regard to one’s age and more broadly old age has been very complex and from a strictly personal point of view,  very engaging too. Precisely because this is an issue that really touches me deep inside, I have decided to model for the first half of the photo shoot despite the fact that I am not photogenic at all. In fact whenever I take another look at my pictures I truly understand that my place is behind the camera and not in front of it. However, in my opinion what counts the most is to put across a message and for his part, Nils always does an excellent job. The screenplay I had in mind was a kind of mush and mellow soap opera (http://www.thedummystales.com/like-a-soup-opera/). I intended to recount the story of a lady who was aware of setting off on her last, mysterious and possibly infinite journey. I wanted that lady to be proud of her past, in other words to be proud to have a lived-in face and body. What’s the point of making a lived-in face and consequently what it expresses (i.e. feelings, emotions, sorrows, memories) dull and tedious by polishing it and smoothing it down through a facelift? I have imagined my Charon as a sort of modern ferryman, wearing a service uniform and always ready to open the car door for me to hop in and set off for a place who knows where. I thought of how much I would have felt useless, being aware of the possibility of leaving with him for good, if he had not recognized my smile because of a silicone lip implant. Apart from Roberto, who helpfully accepted to act the part of my chauffeur, also Mariangela took part in the soap opera as a co-protagonist and played my adorable neighbour.  Basically, all she did has been to play herself, a 73/seventy-three year old woman who is thoroughly in tune with herself, her life and last but not least with her identity. That is the reason why her photo shoot has been entitled The Conscious make-up (www.thedummystales.com/the-conscious-make-up/).  Her visage has been neither blindfolded nor covered with any garment in order to make it stand out and be at its best. When I changed model I also changed the perspective and therefore the camera angle. In this way I transformed the new model, Eleonora, in what could be seen as a modern Marcello Mastroianni (the illustrious Italian actor) starring in Giuseppe Tornatore’s Stanno tutti bene (Everybody’s Fine) (1990). This time I thought about a different journey and particularly about a journey that would bring out the aesthetic quality purely in fashion terms (www.thedummystales.com/youre-about-to-leave/). To leave for good implies dealing with yourself as well as with those who you leave. Eleonora, in Nils’s superb snapshots, appeared as somebody who was carrying doubts, dilemmas, sorrows and pains. As a result the photo shoot became the pretext for  dealing with somebody who is leaving for good, carrying with him a suitcase full of sorrow, a suitcase that I gave back to him a long time ago.

 

Photo by Nils Rossi

Translation by Chris Alborghetti

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