CONCEPTUAL PHOTOGRAPHY

A Milano la Osart Gallery  propone una mostra collettiva interamente dedicata alla fotografia concettuale. Sono esposte una serie di opere prodotte nell’arco temporale intercorrente tra il 1965 e il 1977 che mettono in evidenza come in questo periodo la ricerca fotografica si svolga all’insegna di un concettualismo che trascende la questione della tecnica, la dimensione materiale dell’opera, per focalizzarsi invece sull’idea. Ecco allora che la fotografia smette di essere semplice mezzo di rappresentazione del reale e si concentra sul contenuto, con risultati spesso sorprendenti e inattesi.

In mostra artisti di respiro sia nazionale che internazionale, in una alternanza di sequenze fotografiche e installazioni singole, che invitano lo spettatore ad adottare uno sguardo del tutto nuovo.

Si inizia con le fotografie vintage di Giorgio Ciam, Gordon Matta Clark e Kenneth Josephson: esercizi di fotografia dentro la fotografia e una indagine sul senso dell’immagine e sull’atto che l’ha generata. Come il ritratto di Josephson al bimbo che, replicando la posizione di uno scatto precedente, si nasconde il viso tenendo tra le mani la foto capovolta di sé stesso. Immagini sapientemente sospese tra realtà e finzione che lasciano all’osservatore una libera interpretazione delle stesse.

Si prosegue con Duane Michals, Aldo Tagliaferro e Michele Zaza. Sequenze narrative in cui a emergere sono le componenti concettuali della fotografia e alle idee di oggettivazione e di distacco si aggiungono le riflessioni su memoria, ricordo, falsi miti, condizione umana. Come il volto di Zaza che raffigurandosi con la faccia dipinta in modi diversi induce a una riflessione sul tempo trascorso tra uno scatto e l’altro.

Michele Zaza, Mimesis, 1975, sequenza di due fotografie a colori, cm. 26 x 38 cadauna, Courtesy Osart Gallery 

Il percorso della mostra si conclude con il lavoro di artisti quali Vito Acconci, Vincenzo Agnetti, Claudio Parmiggiani, Franco Vaccari e Ketty La Rocca. Qui la valenza estetica della fotografia viene subordinata al conseguimento di un’idea di fondo attraverso processi creativi in forma di appunti, sequenze numeriche, simboli e segni grafici. Ne nasce una contaminazione tra immagine, scrittura e oggetto messa in atto da artisti capaci di travalicare i limiti dell’arte visuale strettamente intesa e di declinare di volta in volta il lavoro sulla parola scritta in pratiche “aperte”.

Claudio Parmiggiani, Yang-Yin, 1973, fotografia e china su carta, cm. 48 x 100, Courtesy Osart Gallery 

Nata agli inizi del 2008 da un’idea di Andrea Sirio Ortolani, Osart Gallery propone da sempre un lavoro di ricerca sull’arte concettuale degli anni ’60-’70 con l’obiettivo di riscoprire e valorizzare artisti, sia nazionali che internazionali, che sono stati determinanti nella storia dell’arte per l’utilizzo di tematiche e linguaggi innovativi.

 

In copertina: Kenneth Josephson, Matthew, 1965, stampa ai sali d’argento, cm. 28 x 35, Courtesy Osart Gallery

Vincenzo Agnetti, Progetto Panteistico (Sequenza), 1972, riporto
 fotografico su carta, cm. 40 x 190, Courtesy Osart Gallery

 

 

Ketty La Rocca, La Galleria - Riduzione, 1974, fotografia e inchiostro su carta, cm. 72 x 30, Courtesy Osart Gallery

 

Conceptual Photography è in mostra a Osart Gallery fino al 10 aprile 2016, Milano Via Alfonso Lamarmora 24 www.osartgallery.com - info@osartgallery.com  – Facebook

 

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