In occasione di ART CITY Bologna 2026 e di ARTEFIERA, uno dei palazzi più enigmatici e affascinanti del centro storico apre per la prima volta al pubblico il suo piano nobile. Dal 31 gennaio all’8 febbraio 2026, Palazzo degli Strazzaroli ospita Bologna Immaginata. Fotografia Contemporanea, una mostra che intreccia passato e presente attraverso lo sguardo di sei artisti della fotografia contemporanea.
L’esposizione nasce da un’idea di Gabriele Monetti ed è curata da Azzurra Immediato, con opere di Sara Camporesi, Giuseppe Anthony Di Martino, Marco Medici, Stefano Monetti, Carolina Negroni e Anna Rosati. L’opening è previsto per sabato 31 gennaio alle ore 18.00, nella suggestiva cornice di Piazza di Porta Ravegnana, nel cuore di Bologna.
Il palazzo che tutti vedono e nessuno conosce
“Il Palazzo che tutti vedono e nessuno conosce” è il concept da cui prende forma il progetto. Un pensiero che riflette il desiderio di restituire visibilità e valore a uno spazio simbolico della città, spesso osservato dall’esterno ma raramente vissuto nella sua dimensione più intima e storica. Attraverso il linguaggio della fotografia, affiancato da pittura, stampe antiche e incisioni, la mostra costruisce un dialogo tra epoche, tecniche e sensibilità differenti. Ne emerge una narrazione corale, capace di raccontare una Bologna immaginata, sospesa tra memoria, visione e interpretazione contemporanea.
Un dialogo tra immaginazione, storia e attualità
Nel testo critico, Immediato parla di una “dimensione dell’immaginifico” che affiora da trame remote, generando visioni inattese e nuove forme di coralità. Le opere in mostra non si limitano a documentare la città, ma la reinventano, evocando atmosfere, stratificazioni storiche e cosmogonie visive. Per la prima volta, le antiche porte del palazzo si aprono al pubblico per accogliere un percorso espositivo site specific, in cui la preziosità degli ambienti dialoga con le prospettive del presente. Gli artisti sono chiamati a generare nuova memoria, trasformando lo spazio in un luogo di osservazione privilegiato, capace di restituire alla città uno sguardo inedito su se stessa.
Tra stampe antiche e visioni contemporanee
Uno degli elementi più suggestivi della mostra è il confronto tra fotografia contemporanea e materiali storici: stampe, incisioni e opere provenienti dalla collezione del Palazzo, arricchite dalla collaborazione con la galleria Lux in Art. Questo intreccio di linguaggi attraversa i secoli e costruisce un percorso di rara intensità, in cui il passato non è semplice testimonianza, ma materia viva di riflessione. Il risultato è una narrazione stratificata, in cui lo sguardo degli artisti si muove tra interno ed esterno, tra centro e periferia, tra memoria urbana e immaginazione poetica.
Quante identità custodisce Bologna?
Bologna Immaginata solleva interrogativi profondi: quante identità convivono nella città? Come si trasforma il passato quando irrompe nel presente? E in che modo la fotografia può contribuire alla costruzione della memoria futura? Attraverso le opere in mostra, questi quesiti trovano forma visiva in una Bologna lontana e vicina allo stesso tempo, dove intra ed extramoenia si incontrano in una sintesi delicata e potente. Un progetto che ambisce a inaugurare un nuovo rinascimento della scoperta e della valorizzazione del patrimonio culturale, materiale e immateriale.
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Cover story: Marco Medici, dal progetto Tracce di luce. Cronaca di un passaggio









