A Sansepolcro, dal 28 febbraio al 15 luglio 2026, l’installazione site-specific di Lucy Orta trasforma memoria, tessuto e comunità in una infrastruttura simbolica condivisa.

CasermArcheologica presenta Trame di Comunità, un’installazione site-specific dell’artista di fama internazionale Lucy Orta (1966, Sutton Coldfield, Regno Unito), a cura di Simonetta Carbonaro, nata da una residenza artistica e da un articolato percorso di coinvolgimento della comunità avviato nel 2025. L’anteprima stampa si terrà venerdì 27 febbraio 2026 alle ore 11.30 presso Palazzo Muglioni, mentre l’inaugurazione aperta al pubblico è prevista per sabato 28 febbraio 2026 alle ore 17.30, alla presenza degli artisti Lucy e Jorge Orta. La mostra sarà visitabile sino al 15 luglio 2026 negli spazi di CasermArcheologica, in Via Niccolò Aggiunti 55, a Sansepolcro, nel cuore della Valtiberina.
CasermArcheologica e il progetto di rigenerazione culturale a Sansepolcro
Dal 2013 Palazzo Muglioni è al centro di un processo di rigenerazione culturale promosso dall’Associazione CasermArcheologica, che ha trasformato questo edificio storico in uno dei centri più dinamici di produzione culturale in Italia. Il progetto si inserisce nel programma di residenze ed esposizioni sostenuto da Fondazione CR Firenze, con il supporto istituzionale del Comune di Sansepolcro, del Comune di Anghiari e dei Musei Civici della Madonna del Parto.
Il progetto Trame di Comunità e la residenza artistica di Lucy Orta
Trame di Comunità nasce dalla collaborazione tra CasermArcheologica, lo studio Lucy + Jorge Orta e la consulenza curatoriale di Simonetta Carbonaro. Il progetto prende forma nel luglio 2025, durante la residenza artistica di Lucy Orta in Valtiberina, e si sviluppa attraverso un processo di arte partecipativa fondato sull’ascolto diretto del territorio. Durante la sua permanenza, l’artista ha incontrato t33 persone (artigiani, artisti, insegnanti, imprenditori, attivisti e cittadini di diverse generazioni), raccogliendo testimonianze personali e riflessioni sull’identità del luogo. Il dialogo si è articolato attorno a una domanda fondamentale: “Cosa vi collega a questa terra e cosa vi respinge?”.
L’installazione: cinque tende in lino e canapa come spazio di comunità
Da questo processo di ascolto collettivo è nata un’installazione composta da cinque sculture, configurate come un accampamento di tende realizzate in lino e canapa coltivati nel suolo toscano. Questo spazio si presenta al tempo stesso come luogo simbolico e reale di incontro, rifugio e resistenza. Come sottolinea Lucy Orta, l’opera prende avvio da un gesto universale e originario: quello del raccogliersi. Il riferimento è all’Ohel, la tenda, archetipo dello spazio sacro e protettivo nella tradizione ebraica, ma anche figura ricorrente nell’immaginario cristiano (si pensi alla tenda della Madonna del Parto o al manto della Madonna della Misericordia). La tenda diventa così una architettura fragile e fluida, sospesa tra il viaggio e la dimora provvisoria, capace di offrire protezione durante i momenti di transizione. L’installazione si configura come uno spazio di raccolta, dialogo e condivisione, in cui le memorie individuali si intrecciano per formare una coscienza collettiva. In questo contesto, ogni voce contribuisce alla costruzione di un racconto comune.

I ricami dei volti e la memoria collettiva della comunità
Ciascuna delle cinque strutture è composta da 33 teli sui quali l’artista ha ricamato i profili delle persone incontrate durante la residenza. I tessuti, ricavati da vecchie lenzuola tessute a mano, evocano la memoria materiale e simbolica del territorio e il legame profondo tra corpo, comunità e ambiente. Tra i fili dei ricami affiorano perle e piccoli inserti dorati, elementi che custodiscono e restituiscono la dimensione della parola e della memoria.
Gli artefatti in terracotta e il legame con il territorio della Valtiberina
A completare l’installazione, 99 piccoli artefatti in terracotta modellati a mano che pendono dai teli, evocando piante, animali e minerali associati dagli abitanti alla loro terra. Spiega Lucy Orta: “Queste sorte di amuleti fungono da pesi, ancorano i tessuti al suolo come i rocchetti dei telai antichi, creando linee di tensione che vibrano in risonanza con le testimonianze orali incorporate nel ricamo”.
Il progetto curatoriale di Simonetta Carbonaro e il community building
Come afferma la curatrice Simonetta Carbonaro: “Con questa installazione Lucy Orta non si limita a rappresentare una comunità: la chiama all’esistenza”.Il progetto sarà accompagnato per tutta la durata della mostra da un programma di community building che coinvolgerà attivamente gli abitanti della valle, invitandoli a riflettere sul significato dell’appartenenza e sulla comunità come processo dinamico, costruito attraverso relazioni, esperienze e memorie condivise. Il percorso esplorerà inoltre l’idea di “utopie possibili”, concetto centrale nella visione di CasermArcheologica, intese come strumenti per immaginare e costruire futuri desiderabili.

Lucy Orta: tra comunità e impegno sociale
Artista riconosciuta a livello internazionale, Lucy Orta coniuga nel suo lavoro arte visiva e impegno sociale. Dal 1991, insieme a Jorge Orta, sviluppa progetti che affrontano temi quali la migrazione, la tutela ambientale, i diritti umani e la costruzione di comunità. Le loro opere sono state esposte in importanti istituzioni internazionali, tra cui la Barbican Gallery di Londra, la Biennale di Venezia, il MAXXI di Roma e Pirelli HangarBicocca a Milano. La pratica dello studio Lucy + Jorge Orta si distingue per il suo forte orientamento partecipativo: attraverso workshop, performance e installazioni collettive, il loro lavoro coinvolge direttamente le comunità locali, trasformando l’arte in uno strumento di relazione, dialogo e trasformazione sociale. In Trame di Comunità, questa metodologia trova una nuova espressione, dando forma a un’opera che non solo rappresenta una comunità, ma contribuisce attivamente alla sua costruzione.
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Cover story: Lucy Orta in front of the Trame di Comunità work in progress, Photo by Judith Du Pasquier









