Design come arte (programmata) è la mostra dedicata a Bruno Munari, ospitata dal 14 al 25 gennaio 2026 negli spazi di Careof, all’interno della Fabbrica del Vapore di Milano. Il progetto propone un’indagine visiva e teorica sul lavoro editoriale di Munari, letto come sistema aperto e generativo, capace di produrre variazioni attraverso regole, strutture e processi.
Curata dall’artista e graphic designer David Reinfurt e realizzata da Corraini Edizioni in collaborazione con Spazio Munari, la mostra arriva a Milano dopo una prima presentazione a New York, in occasione della Printed Matter Art Book Fair al MoMA PS1, ampliandosi e dialogando con il contesto italiano.

Munari e il design come sistema editoriale
Al centro dell’esposizione si trova una selezione di copertine storiche progettate da Bruno Munari tra gli anni Sessanta e Settanta per collane come Nuovo Politecnico, Il Menabò, Collezione di poesia (Einaudi) e I Satelliti (Bompiani). Serie differenti, ma unite da un principio comune: il design come struttura, non come ornamento. Tipografia, colore, forme geometriche e griglie diventano strumenti di un metodo che rende visibile l’idea di arte programmata, trasformando ogni progetto in un dispositivo capace di generare differenze.
Dalla grafica allo spazio espositivo
La logica sistemica del lavoro di Munari si estende dallo stampato allo spazio grazie alla carta da parati prodotta da Jannelli&Volpi, che riprende il motivo della piastrella in ceramica Tuttotondo, progettata da Munari per Gabbianelli nel 1982. Una griglia 5×5 in cui cerchio e quadrato costruiscono un equilibrio instabile tra ordine e variazione. Completano il percorso nove mattonelle disegnate per l’azienda giapponese Danto Tile provenienti dall’Archivio Bruno Munari, che testimoniano l’estensione della sua ricerca tra grafica, design industriale e arte visiva.
Il tempo come progetto
La tappa milanese include anche il film Tempo nel tempo, realizzato da Munari con Marcello Piccardo nello Studio di Monte Olimpino. Un esperimento sul comportamento umano che dilata un singolo secondo fino a trasformarlo in un’esperienza di circa tre minuti, facendo del tempo una vera e propria materia progettuale.

Libri, didattica e ricerca
La mostra è realizzata in collaborazione con l’editore americano Inventory Press, che presenta cortometraggi sperimentali di Munari e una selezione di lavori degli studenti realizzati durante il suo insegnamento ad Harvard. Accompagna l’esposizione il volume Design come arte (programmata), curato da David Reinfurt e pubblicato da Corraini con la collaborazione di Esperia. Il libro entra nella collana I Quaderni di Spazio Munari, pensata come una serie di approfondimenti verticali sul pensiero e l’opera di Munari.
Programmare la grafica: l’incontro
Il 21 gennaio 2026 alle ore 18.30 la mostra diventa anche occasione di confronto pubblico con l’incontro Programmare la grafica, dedicato al lavoro editoriale di Munari. Intervengono Luca Pitoni, fondatore di Tomo Tomo Studio, e Pietro Corraini, insieme ai partner Esperia Tipografia e Jannelli&Volpi.
Perché, come suggerisce il titolo dell’evento, ognuno conosce un Munari diverso. Ed è forse proprio questa la sua eredità più attuale: aver progettato non solo oggetti e immagini, ma modi di pensare.









