L’OMBRA DELLE LUCCIOLE. Da Atipografia la luce fragile dell’arte contemporanea 

La mostra L’ombra delle lucciole, ospitata negli spazi di Atipografia ad Arzignano e curata da Alfonso Cariolato e Luigi de Marzi, rappresenta il secondo capitolo di un ciclo espositivo dedicato all’esplorazione della tridimensionalità dell’essere umano e delle complessità del presente attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea. Dopo Matermània/Matermanìa (2025), che indagava la maternità come primo momento di collettività in cui l’io si trasforma in noi, questo nuovo episodio affronta il tema della luce come condizione dell’apparire e come possibilità di percezione del mondo. 

Visibile sino al 18 aprile 2026, l’esposizione raccoglie opere di Mats Bergquist (Stoccolma, 1960), Marco Tirelli (Roma, 1956), Silvia Inselvini (Brescia, 1987) e Loes van Roozendaal (Amersfoort, Paesi Bassi, 1996): artisti diversi per generazione e provenienza ma accomunati da una ricerca che si muove sul confine tra chiarore e oscurità. Più che celebrare un principio di chiarezza e conoscenza, il progetto si concentra su una luminosità fragile, intermittente, che non dissolve l’ombra, ma piuttosto convive con essa.

L’ombra delle lucciole, Marco Tirelli, Installation view at Atipografia, Arzignano 2026. Courtesy the artist and Atipografia.

Oltre l’eredità dell’Illuminismo: luce, immagini e percezione nel mondo contemporaneo

Il percorso espositivo prende implicitamente le distanze dalla concezione trionfante della luce tipica della tradizione illuminista. Nel mondo contemporaneo, infatti, schermi, riflettori, dispositivi visivi producono una continua esposizione delle immagini. Tuttavia, questa sovrabbondanza luminosa non elimina l’oscurità. Al contrario, rende ancora più evidente la presenza di zone d’ombra, di spazi di indeterminatezza che sfuggono alla piena comprensione.  L’ombra delle lucciole si colloca proprio in questo territorio intermedio che dà sostanza a una condizione percettiva instabile, fatta di riflessi e apparizioni parziali. 

La visione incerta: le ricerche artistiche di Bergquist, Tirelli, Inselvini e Roozendaal

All’interno di questa prospettiva, le opere costruiscono un paesaggio visivo dominato dalla soglia. I lavori di Tirelli costruiscono spazi mentali sospesi, in cui forme geometriche e volumi emergono lentamente da fondi scuri, evocando presenze che si manifestano senza mai diventare pienamente definite. La ricerca di Bergquisttende invece verso una dimensione quasi spirituale della pittura. Le sue opere monocrome, spesso realizzate in encausto, riducono al minimo gli elementi figurativi e invitano lo spettatore a una concentrazione contemplativa, trasformando la superficie pittorica in uno spazio di meditazione. Nella pratica di Inselvini invece, il gesto ripetitivo della penna a sfera costruisce superfici dense di segni che trasformano il tempo in materia visiva. L’accumulo di linee genera campi cromatici vibranti, in cui la luce non appare come un elemento esterno ma emerge dall’intensità stessa del segno. Infine, le pitture di van Roozendaal esplorano la percezione della realtà attraverso sottili variazioni tonali. Partendo da oggetti quotidiani e da condizioni luminose mutevoli, l’artista costruisce immagini sospese tra figurazione e astrazione, in cui il tempo sembra cristallizzarsi in una condizione instabile.

L’ombra delle lucciole, Loes Van Roozendaal, Installation view at Atipografia, Arzignano 2026. Courtesy the artist and Atipografia.

L’esperienza dell’apparire: luce fragile e percezione nell’arte contemporanea

Più che offrire una narrazione lineare, L’ombra delle lucciole invita il visitatore a vivere un’esperienza percettiva. Le opere non illustrano concetti ma generano situazioni visive in cui lo sguardo è chiamato a rallentare, ad adattarsi a una luminosità tenue e incerta. In questo senso, la mostra si concentra su ciò che precede la piena visibilità, quel momento in cui le cose stanno per rivelarsi ma non sono ancora completamente definite. Non una luce che illumina il mondo in modo definitivo, ma una luce fragile e vibrante, simile a quella di una candela o al bagliore intermittente delle lucciole. È proprio in questa dimensione di parzialità che si apre lo spazio dell’esperienza estetica. L’arte, suggerisce l’approccio  curatoriale, non ha tanto il compito di rendere il mondo pienamente comprensibile, quanto piuttosto quello di permettere allo spettatore di abitare il mistero del suo apparire. 

———————

Cover story: L’ombra delle lucciole, Silvia Inselvini, Installation view at Atipografia, Artigiano 2026. Courtesy the artist and Atipografia.

Comments are closed.