DIEGO ARBORE, ABISSI

Si intitola Abissi la nuova mostra fotografica di Diego Arbore che inaugura il prossimo 9 dicembre a Genova, in Vico San Matteo 10r. Una riflessione per immagini sull’«ἄβυσσος», ciò che è senza fondo, la grande e smisurata profondità dentro la quale ci si perde ma, dice l’autore, ci si può anche trovare.

L’abisso sono sabbie mobili dalle quali si esce a fatica oppure sono un piacevole universo da scoprire. L’abisso è una storia personale dimenticata o semplicemente da raccontare, una mano da tendere, una voce da ascoltare e una mente da esplorare.

Diego Arbore, Abissi

Fotografo basato a Genova, regista, sceneggiatore, videomaker e grafico pubblicitario, Arbore è specializzato in street photography, reportage, documentari e video clip. I suoi scatti sono caratterizzati principalmente dalla presenza di esseri viventi, sia umani che animali, rappresentati in forma di ombre e figure metafisiche, ritratti nella spontaneità di un frammento di vita quotidiana o nel loro habitat naturale.

Luci, ombre e colori sono il carattere predominante di immagini che esaltano l’anima e la spiritualità, incorporando surrealismo e astrattismo di paesaggi spesso al confine con la realtà.

Le mie fotografie ricercano la profondità dell’animo umano, la parte più vera e spontanea di tutto ciò che è stato attraversato da un’energia, sia esso una persona o un luogo, un momento di vita o un paesaggio.

Diego Arbore, Abissi

In mostra venticinque opere fotografiche – nella serata inaugurale verranno presentate all’insegnante di filosofia Selena Pastorino – suddivise in quattro sezioni principali: ritratti, scene di vita, luoghi e anime raminghe. Una lettura per emozioni e sentimenti, nei volti cristallizzati dall’obiettivo della macchina, che indugia sui dettagli, sulle espressioni e i segni lasciati sulla pelle dallo scorrere della vita. Una ragazza affetta dalla sindrome di down si guarda allo specchio, un clochard di San Francisco sorride con una sigaretta in bocca, un uomo sdraiato sul prato del parco di Ueno a Tokyo sta come sospeso nella condizione del sogno. Sono solo alcuni dei soggetti che popolano la vastità dell’umano, l’enfasi sul loro ripiegamento intimo e spesso solitario. Nelle scene di vita, uomini e donne assorti in un gioco, in un lavoro o una manifestazione, sembrano intenti a fermare il tempo. Immersi negli abissi delle loro passioni, ci sono bambini che giocano tra le fontane, sotto il ponte di Brooklyn, un ragazzino in Marocco che cerca di portare le sue pecore al gregge, fedeli in processione che conducono la statua della Madonna nera. E poi i luoghi, quelli che hanno suscitato un’emozione o un ricordo: il mare mosso immortalato dalla finestra della camera di un hotel islandese, un ristorante di Los Angeles con la strada deserta e la sagoma di un uomo con indosso un cappello circolare, la casa di un pescatore in Islanda immersa nel nulla e illuminata solo dalla luce della luna.

Diego Arbore, Abissi

Un percepire che si muove tra la vita e gli oggetti, tra l’animato e l’inanimato, con l’obiettivo di spostare l’attenzione su un altrove, popolato di anime raminghe, di ombre vaganti e solitarie, di mare e nuvole e di colori, quasi a fare da contrappunto al nero, abissale, dell’esistenza. Catturando forme e figure, Arbore mette in scena un viaggio visuale che risveglia il corpo emozionale che si nasconde dietro la superficie delle persone e delle cose. E’ quella la rivelazione che lo interessa, non tanto il mondo esterno all’immagine fotografica, ma il suo universo interno.

Diego Arbore | Abissi  

9-18 dicembre 2021 | Genova,Vico San Matteo 10r.

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Diego Arbore, Abissi

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