GAETANO ANTONACCI, LA CHIMICA DELL’ AMORE

Una creatività che rimane sopita, quasi dimenticata nello scorrere quotidiano del tempo. Il Liceo Scientifico, la fuga dal piccolo borgo di origine nei pressi di Altamura, la Facoltà di Chimica Farmaceutica, tanti lavori per mantenersi agli studi durante l’Università, finanche il venditore di appartamenti. Poi un giorno l’inquietudine creativa di questo giovane designer, Gaetano Antonacci, si fa imperante, così urgente da non poter più aspettare.

“Mi sono reso conto che il mio cammino era un altro, inutile continuare a tergiversare. Un episodio in particolare mi ha fatto capire quanto fosse importante per me dedicarmi alla moda. E’ stato quando è venuto a mancare un mio caro amico che sempre aveva creduto in me e nelle mie potenzialità. Quando lui è scomparso ho deciso di assecondare la mia inclinazione artistica, non potevo davvero più farne a meno.”

Nato e cresciuto in mezzo a fili, macchine da cucire, scucirini, tele e stoffe, la sua scuola porta i nomi altisonanti delle donne della sua vita. La mamma, da sempre dedita alla confezione di camicie da uomo, e le zie impegnate nella decorazione a mano dei capi delle collezioni Armani Privè.

Sono cresciuto in una normale famiglia del sud Italia ricca di valori e di emozioni, non di denaro. Ma pur sempre bellissima!

Pieno di tutti gli stimoli di casa e ben appresa l’arte sartoriale inizia a confezionare i suoi primi pezzi Haute Couture, unici e spettacolari, per dedicarsi poi alla creazione di abiti da sposa.

Forte di questo bagaglio culturale ed esperenziale insieme ho iniziato la mia carriera da solista lo scorso anno optando per un prodotto prêt-à-couture, associando così tutto il mio percorso Alta Moda e sposa al prêt-à-porter. Abiti finiti, in taglie standard, nei quali spiccano lavorazioni particolari, ricami fatti a mano e tessuti che dipingo io stesso facendo una serie di sperimentazioni grazie alle reminiscenze dei miei studi di chimica. Lavoro anche molto sui materiali creando accostamenti inusuali, per esempio lo chiffon spalmato di silicone.”

Con lo stylist Federico Zaccone realizza una capsule per La Mia Boutique (www.lamiaboutique.net), una rivista rivolta ad un pubblico appassionato di moda e cucito che ogni mese presenta abiti e accessori che nascono dalla creatività degli stilisti italiani. E che abbina cartamodelli, schede tecniche e istruzioni per realizzare in autonomia il taglio e la confezione di ogni singolo capo.

“La mia donna ora è essenziale, pulita, ama scoprirsi attraverso giochi di trasparenze e di luci. Indossa i tacchi alti, gioca con i dettagli, fa accostamenti particolari, mescola tra loro texture diverse come il jeans e la seta in un unico capo. Scollature profonde lasciano intravedere la schiena e per contrasto invece le maglie sono molto accollate. La mia donna è una contaminazione di stili senza essere per questo troppo eccessiva perché credo la moda debba essere anche portabile. Ho sempre nella mente il rigore e la pulizia di Armani, poi Viktor e Rolf e il lavoro sui volumi di cui Balenciaga è maestro.”

Gaetano si occupa di tutto da solo, dal bozzetto all’abito finito, realizzando pezzi unici dipinti e realizzati interamente a mano proprio come si faceva una volta. Ma sta anche attrezzando il suo futuro. Ha attivato una serie di collaborazioni con dei laboratori locali e si prepara a sbarcare a Milano per esibire la sua collezione S/S 16. Prossimo appuntamento a dicembre con una mostra touch and see di foto e abiti insieme a uno spettacolo teatrale.

“Disegno abiti da quando avevo 5 o 6 anni e non ho mai avuto la possibilità economica di frequentare scuole di moda onerose ma ho sempre avuto la determinazione e la convinzione che un giorno ce l’avrei fatta. L’ho promesso a mio nonno che sempre mi ha incoraggiato a inseguire i miei sogni e a Marco che non mi ha mai lasciato solo in questo mio viaggio.”

Desidero ringraziare per la cortese intervista Gaetano Antonacci 

FB: https://www.facebook.com/gaetanoa1

 Foto di Marco Sacchi

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