GALLERIA MOITRE, ESPRESSIONI DEL NUOVO

“La galleria ha aperto i battenti sei anni fa ma probabilmente questa avventura è iniziata poco dopo la mia nascita grazie a mio padre, un grande appassionato di antiquariato, che amava portarmi in giro a vedere le cose. Succedeva spesso che caricasse in macchina me e mia madre per andare insieme a qualche mostra, gli piacevano in particolare i pittori fiamminghi. Sono cresciuto così, con l’abitudine a girare per mercatini e per mostre e poi per aste, a farmi l’occhio si direbbe. Da lì è nata la mia passione, incoraggiata anche da mia madre che a un certo punto della sua vita ha iniziato a interessarsi all’arte contemporanea. E quindi dopo la Laurea in Beni Culturali conseguita all’Università di Torino ho deciso, anche un po’ per scommessa, di aprire la mia galleria.”

A Torino, all’interno di un ex laboratorio di cornici totalmente ristrutturato, Alessio Moitre ha dato vita a uno spazio aperto alla sperimentazione e propenso a promuovere i giovani artisti nati dagli anni ottanta in poi, in tutti i campi delle arti visive. Tentando, provando, percorrendo strade altre e nuove, nel corso degli anni la selezione si è ampliata accogliendo il lavoro di autori anche diversi ma basando sempre le proprie scelte sull’istinto e sulle emozioni più che su regole di carattere strettamente commerciali e con l’idea di crescere insieme agli artisti in un percorso comune di reciproco scambio.

“La galleria conta in maggior parte artiste femminili. E’ stata una casualità non una decisione maturata a tavolino, ma penso che in qualche modo questa cosa abbia a che fare con la mia storia di vita. Sono cresciuto circondato da donne, i miei nonni sono morti giovanissimi e io ho trascorso l’infanzia con le mie due nonne, con mia madre e tre sorelle che abitavano al piano superiore. Un esercito di donne insomma! Eppure rispetto al femminile, anche in campo artistico, rimango curioso forse perché sono ben consapevole della mia ignoranza in materia. E’ stato proprio il desiderio di approfondire le tematiche legate a questo mondo che mi ha portato a realizzare il Progetto Casa delle Donne – Nesxt 2017.”

Nel 2014 Emma Sulkovitz fu vittima di uno stupro e da allora non passa giorno senza che si trascini dietro un materasso, simbolo e teatro della violenza. Così nello spazio espositivo i materassi adagiati a pavimento rimandano in maniera intenzionale a quell’episodio e diventano al contempo luogo di fruizione e confronto rispetto ai quattro video proiettati a soffitto: Alessandro Amaducci (The web, 2017), Francesca Arri (Self Portrait, 2012), Eleonora Manca (It will be like creating new memories, 2016) e Titta Cosetta Raccagni de “Le ragazze del prono” (Porno Beach Viral, 2014). Primo tassello di un progetto di più ampio respiro, genesi dell’archivio video sulle tematiche femminili che diventerà reale e concreto al termine del periodo espositivo.

Eleonora Manca, still from the video "It Will Be Like Creating New Memories", 2016

“Io penso che i prossimi decenni saranno determinanti per la questione femminile, una questione ancora inevasa a mio avviso e non mi riferisco solamente alla parità oggettiva tra i due sessi che evidentemente non è stata ancora raggiunta, è proprio un problema di disparità emotiva. Sarà importante capire come evolverà nel prossimo futuro questa condizione all’interno della nostra società.”

A muro invece le opere di Andrea Grotto (Schio, 1989) in una personale dal titolo “Vento non si vede”. Un lavoro squisitamente pittorico che raccoglie quadri più recenti e altri meno in cui la padronanza della tecnica espressiva e l’ineccepibile uso del colore esaltano elementi quasi favolistici, a tratti romantici, e li combinano con spaccati di vita quotidiana

“Obiettivo per il futuro? Continuare ad essere un punto di riferimento per gli artisti giovani, anche per quelli più innovativi, e provare a lavorare in maniera sinergica creando collaborazioni progettuali in una città come Torino in cui è molto difficile mettere in campo alleanze. Una bella sfida no?”

Desidero ringraziare per la cortese intervista Alessio Moitre fondatore dell’omonima galleria  - web site - Facebook - Instagram

Foto di Manuela Lisci 

Eleonora Manca, still from the video "It Will Be Like Creating New Memories",  2016 - 1'39''

Gli occhi di mio nonno paterno. Gli occhi di mia madre, di mio padre. I miei occhi. Ciò che attende è lo spazio ristretto della memoria, il compiere un’azione di “passaggio” degna dell’origine. Proprio io, infatti, e nessun’altra, sono la custode di confuse radici atte a sottolineare una rapporto di reciprocità, anche tra occhi che ormai non si guardano più. Se è vero che non bisogna «portare nulla nel presente che non abbia un passato», è altresì vero che scegliere ciò che tenere nella vista (e quindi nel ricordo) spetta solo a noi, affinché anche le radici imparino a crescere autonomamente.

Alessandro Amaducci, still from the video "THE WEB",  2007, col. Stereo, 7’ - realizzazione video e suono: Alessandro Amaducci - riprese, montaggio, compositing: Alessandro Amaducci - computer grafica: Dimitri Milano - presenza: Paola Chiama

I corpi di Internet incontrano un fantasma con un corpo. La Rete imprigiona il suo ospite ma viene sfondata, svelando il suo interno. Esibizionismo e voyeurismo sono attitudini antiche, ma le nuove tecnologie stanno definendo un nuovo modo di rappresentare noi stessi, cambiando i nostri comportamenti sociali. Finzione e realtà sono definitivamente confuse. Viviamo in un mondo di rappresentazione. Forse una rivoluzione, forse una de-evoluzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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