L’AMICA DEGLI UOMINI IMPORTANTI

Una commedia borghese degli anni ’20, colta e destrutturata. Un testo quasi nevrotico in cui i personaggi sembrano essere compulsivi: tutti amano tutti e odiano tutti e possono avere rapporti con tutti. Una fiera della vanità che è anche fiera della vacuità del mondo portata alla sua massima espressione. Robert Musil osserva in maniera quasi chirurgica l’essere umano e i suoi comportamenti, l’impegno e la serietà che mettiamo nell’esercizio delle nostre professioni, il talento che vogliamo dimostrare. Tutti i temi, anche la storia d’amore, grazie a un linguaggio raffinato ed elegante, si spostano su di un piano metaforico e non reale. C’è una vicenda reale che diventa metafora di riflessione sull’essere umano e della sua condizione.

Questa è la cosa che più mi ha attratto, oltre al fatto che Robert Musil immagina tantissimi colpi di scena ed è capace di creare in teatro un mondo così fantastico da essere stato erroneamente accostato al teatro dell’assurdo. Ma in realtà non lo è, non è classificabile in nessuna categoria, è semplicemente una piacevole commedia scritta da un uomo molto colto che comunque pensava al suo uomo senza qualità. I temi sono sempre quelli di Musil, espressi con la solita sua intelligenza, ma declinati qui in versione comica. Qualcuno ne ha parlato come di una sit-comedy intellettuale.”

Conosciuto per il romanzo – L’uomo senza qualità – Robert Musil ha scritto solo due testi per il teatro che per altro risentono della sua vocazione letteraria – filosofica. L’amica degli uomini importanti è una commedia divertente, che rasenta la farsa, in cui i personaggi si relazionano per mezzo delle parole di un grande scrittore che si appiccicano così bene alla realtà da far diventare congruente anche qualcosa di incongruente. La protagonista Alfa è la classica bella donna corteggiata da tutti, ha un ex marito che disconosce e una serie di uomini importanti che le girano intorno, tra cui in particolare un commerciante di nome Bärli che la vuole sposare e rapire e poi finge di ammazzarla con una pistola caricata a salve. Tra gli uomini importanti anche il compagno di infanzia Vinzenz con il quale Alfa ha avuto una relazione da giovane e che incontra nuovamente dopo tanti anni in occasione del suo onomastico che cade in un giorno di fantasia perché di fantasia è pure il suo nome, datole dall’ex marito proprio a causa dell’essere lei così estremamente vanitosa. Tutti i personaggi ruotano intorno a questa donna che è una specie di specchio delle vanità.

“I temi sono quelli dell’essere umano, dell’individuo: il fatto di prendersi molto sul serio nella propria vanità e quindi il pensare di realizzare chissà quali grandi successi nella vita per poi accorgersi che la vita in realtà è stupida. Questo il tema di cui si fa portatore Vinzenz lo scrittore, agendo come un imbroglione e presentandosi prima come scrittore, poi come matematico, poi come faccendiere. Uno che imbroglia con le parole e immagina una formula per sbancare tutti i casinò del mondo per fare i soldi e poi buttarli via tutti quei soldi o usarli per innaffiare le steppe dell’Asia. Uno che dice di avere la possibilità di essere quello che è perché non ha nessun colore, anzi ha tutti i colori, mentre le persone normalmente hanno un solo colore. Ed è quel colore lì che fa fare il capitano di industria o l’artista o il commerciante facendo sentire gli uomini molto seri e importanti nella realizzazione della loro professione.”

La scenografia, che ha quasi l’aspetto di una installazione visiva, destrutturata al pari del testo, fa da contenitore a questa bohème intellettuale che si snoda tra arte, scienza e affari. Tre elementi centrali: una parete curva con due ingressi, un grande divano e un grande lampadario in cui vengono proiettati i volti degli uomini importanti che vanno a trovare Alfa, posizionati carichi di colore e di senso su di un palco completamente spoglio che non intende simulare la commedia borghese di quegli anni. Su quel palco l’epilogo finale: Alfa sorprenderà tutti risposandosi con un altro ricchissimo uomo importante e Vinzenz andrà a fare il maggiordomo perché, gli farà dire Musil, l’uomo non ha che due possibilità: o essere troppo ambizioso o essere molto umile.

 

Desidero ringraziare per la cortese intervista Antonio Syxty al Teatro Litta di Milano con L’amica degli uomini importanti fino al 6 marzo 2016.

di Robert Musil – adattamento e regia Antonio Syxty – con Caterina Bajetta (Alfa), Gaetano Callegaro (Apuleius-Halm), Pietro De Pascalis (Barli), Guglielmo Menconi (Vinzenz), Debora Virello (L’amica) – in video Andrea Ettore Di Giovanni (Lo storico), Alessio Contini (Il musicista), Maurizio Salvalalio (L’uomo politico), Giuseppe Manno (Il riformatore), Luca Valenti (Un giovanotto) – scene Guido Buganza – costumi Giulia Giovanelli – realizzazione video Alessandro Saletta – disegno luci Fulvio Melli – staff tecnico Ahmad Shalabi, Marco Meola – assistente alla regia Libera Pota – con la collaborazione di Valeria Cavalli – direzione di produzione Gaia Calimani.

Foto di scena Roberto Rognoni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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