L’ARTE DELLA MENZOGNA

#QUANDO CERTE PAROLE SONO DIFFICILI DA DIRE

La penna di Valeria Cavalli anima con l’inchiostro il talento del bravissimo Andrea Robbiano e scrive in maniera delicata la storia di Diego: un ragazzo che non può fare a meno di dire, ma soprattutto di dirsi, bugie. Stratagemma ideale, parrebbe, per non affrontare una verità dai tratti inconfessabili. La sua omosessualità.

Al Teatro Leonardo L’Arte della Menzogna porta in scena le parole, quelle che sembrano difficili da dire, quelle ingombranti come solo la verità, a volte, sa essere. Una struttura drammaturgica semplice, eppure di straordinaria efficacia, per uno spettacolo che si snoda lungo il filo conduttore della menzogna, anche quella che riguarda l’orientamento sessuale. Una scrittura gentile e lontana da toni taglienti, che non cede alla tentazione di ridurre l’omosessuale al cliché dell’uomo tutto piume e paillettes.

“Il monologo intende esplorare la storia di vita di un ragazzo che cresce in una escalation di bugie continue, fino a quella più grande in assoluto, quella che gli fa dire di sé stesso di essere una persona normale. Ecco, queste sono le parole che più fanno male perché non dovrebbe esistere una distinzione tra normali e non normali. Ma chiaramente ancora oggi l’omosessualità rappresenta una sorta di anormalità nella nostra società.”

Provando a guardare da vicino chi per dimostrarsi normale si trova a coprire la verità con uno spesso strato di bugie, lo spettacolo è un invito a riflettere sui modelli di vita che, al prezzo della propria sofferenza, si piegano a percorsi costruiti in funzione degli altri, per ottenere l’approvazione dei genitori ad esempio, dai quali ci si aspetta sempre una pacca sulla spalla, una qualche sorta di accettazione. Così ancestrale il bisogno di riconoscimento che il protagonista decide di occultare tutto, di chiudersi a sé e alla vita, fino a quando un sentimento più forte del senso di colpa lo induce a togliersi la maschera. E l’amore che gli fa trovare le parole, quelle che parevano andate a dormire perché sorprese da un dolore profondo, quelle che non gli riusciva mai di spiegare.

“Un monologo affidato a un attore giovanissimo eppure eccezionalmente bravo. Andrea Robbiano è autentico, sincero, capace di rendere suo qualsiasi tipo di racconto. E sa narrare in modo lieve e toccante che c‘è solo una cosa peggiore del dolore: il vuoto che si prova mentendo a sé stessi fino al punto di non riconoscersi più.”

In una scenografia semplicissima fatta solo di sedie e della esuberante fisicità di Andrea, i frequenti cambi di registro narrativo scivolano con naturalezza tale che le emozioni si susseguono senza strappi dentro il cuore. La commozione cede il passo alla risata e poi di nuovo, come travolti anche noi da un destino di scelte obbligate, riaffiora la tristezza, individuale e corale. Infine l’ironia. E scalfisce nel profondo, forse più di certe frasi drammatiche.

Mentre Diego con la stessa rassegnazione trascina una bracciata dopo l’altra, del resto il nuoto era lo sport di suo padre, qualcosa ti spinge giù nel fondo della piscina insieme a lui, la faccia inchiodata alle piastrelle bianche che scorrono in successione ritmica a una a una. Scorrono al ritmo della stessa bugia. Della stessa alienazione. E nel riemergere, per riprendere fiato, ti viene da pensare che la verità sia veramente un lusso.

…le parole che ho detto

e chissà quante ancora devono venire…

strette tra i denti

risparmiano i presenti

immaginate, sentite o sognate

spade, fendenti

al buio sospirate, perdonate

da un palmo soffiate.

(Samuele Bersani – Le mie parole)

Desidero ringraziare per la cortese intervista Valeria Cavalli al Teatro Leonardo di Milano fino al 29 novembre 2015  con “L’arte della menzogna, quando certe parole sono difficili da dire”. Produzione MTM (www.teatrolitta.it) di Valeria Cavalli – collaborazione al testo Claudio Intropido – regia Valeria Cavalli, Claudio Intropido – con Andrea Robbiano – consulenza scientifica Dott. Nicola Iannaccone – musiche Gipo Gurrado.

 

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