NINA, UN SOGGETTO PER UN BREVE RACCONTO

“Se devo dire cosa è Nina è la persona che mi è stata più vicina in tutta la mia vita. Non riesco a vederla né come un personaggio, né come le parole di Čechov. Piuttosto è stato un mezzo per farmi dire la parola si, un po’ come fa Nina nel suo percorso.”

Al Teatro Verdi di Milano, in occasione della prima edizione di Milano Off Isola Festival la manifestazione che dal 2 al 5 giugno negli gli spazi del quartiere Isola ospita un ricco programma di spettacoli e performance di generi diversi, la Compagnia Teatrale Eccentrici Dadarò  porta in scena uno dei suoi spettacoli più rappresentativi.

Il destino della Nina di Čechov si intreccia con quello di una intensa Rossella Rapisarda, entrambe in attesa del treno per Yeletz, pronte a compiere il loro viaggio verso la libertà. Un viaggio che è sorrisi e lacrime, leggerezza dell’aria e profondità della notte, scambio con il pubblico e silenzio riflessivo, registro narrativo che vira al ritmo serrato del cuore.

NINA – Un soggetto per un breve racconto nasce come studio durante la scuola in Russia con il maestro Jurij Alschitz. E’ proprio davanti alla casa di Čechov, davanti al piccolo lago della sua casa, che avviene l’incontro – scontro con il testo de Il gabbiano. “Dalla discussione su questo testo che sembra apparentemente solo dedicato al teatro, ma in realtà parla di vita e di scelte, è nato questo spettacolo dedicato al personaggio di Nina. Un lavoro di pancia, emotivo. Uno spettacolo che è cresciuto con noi e con noi si è trasformato tantissimo. E nel gesto finale di caricarmi il baule sulle spalle è come se mi facessi carico del nostro bagaglio, quello della nostra Compagnia, che ci portiamo in giro da sempre.”

Rappresentato per la prima volta nel 2006 con una scenografia molto ricca è divenuto nel tempo uno spettacolo essenziale, fatto di una luna di latta, un baule e una sedia. E una meravigliosa Rossella al centro. Appassionata. Ironica. Emozionante. “Capito il senso di questo lavoro abbiamo tolto, concentrandoci quasi esclusivamente sul significato delle parole di Nina. Lei che nel suo percorso muove da grandi sogni di gloria, tra tutti quello di essere una attrice, per arrivare a capire il vero senso del mestiere di attore: essere cioè strumento per esprimere, per far pensare, quasi fosse un destino che uno si prende addosso.”

Una drammaturgia scritta a quattro mani con il regista Fabrizio Visconti che nasce quasi per intero da Il gabbiano ma, mischiando le parole, da vita a un linguaggio dal sapore quotidiano, anche un po’ improvvisato e giocato sulla relazione con il pubblico com’è nella cifra stilistica degli Eccentrici Dadarò. Nel mezzo una delle Città Invisibili di Italo Calvino e accenni al testo pirandelliano Trovarsi. Un teatro che nel corso degli anni ha trovato ospitalità anche in luoghi non istituzionali, come le stazioni ferroviarie ad esempio, perché parla a tutti, perché parla soprattutto di fede.

Si parla di Nina ma di tutti gli esseri umani in realtà in cerca di una risposta alla domanda più difficile: chi sono io? Cercare questa risposta e accettarla, prendersi sulle spalle la propria croce dice Nina e avere fede.

La vita e l’arte. Realtà e illusione. Confini che si fanno liquidi nella ricerca faticosa di un equilibrio. Ma Yeletz esiste, lo sapeva bene Nina e lo sanno tutti quelli che ogni notte lo aspettano il loro treno, nel solito posto, quello di ciascuno, sia esso un teatro o una stanza buia dalle cui finestre esce solo il rumore della penna. Un viaggio lungo quello per Yeletz, lungo e scomodo, un viaggio di solitudine forse. Ma è il destino e la libertà e la verità di un viaggio più vivo e vero di ogni cosa viva e vera.

Desidero ringraziare per il tempo dedicato a questa nostra conversazione Rossella Rapisarda in scena con NINA – Un soggetto per un breve racconto al Teatro Verdi di Milano, nell’ambito di Milano Off Isola Festival, fino al 5 giugno 2016.

Regia, Fabrizio Visconti – Interpreti, Rossella Rapisarda – Disegno luci, Fabrizio Visconti – Scene e costumi, Ulisse Pantaleone – Progetto La Gare/ Eccentrici Dadarò

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