THEO DREBBEL, PAESAGGI DI MEMORIA

Opere come paesaggi di memoria, una narrazione di eventi che avviene attraverso la trasposizione simbolica delle azioni accadute. Una rappresentazione dall’interno all’esterno che documenta l’intensità e la densità della ricerca artistica. Napoletana, classe 1990, una laurea in architettura e una passione per la teologia, Theo Drebbel, rappresentata dalla Galleria Viasaterna (Milano), si è distinta tra i giovani artisti presenti all’ultima edizione di Artissima per il carattere profondo e suggestivo del suo lavoro.

Ph. Credit Manuela Lisci - In conversation with Theo Drebbel

La scelta dello pseudonimo Theo fa riferimento anche a questa mia passione per la teologia; Drebbel è invece un cognome fiammingo ma è anche il cognome di uno dei primi inventori del sottomarino. E io un po’ mi riconosco nella figura del palombaro che indossa lo scafandro per scendere nei meandri, quelli della memoria, e ho bisogno di un nome altro in modo da essere più forte in questo tentativo quasi archeologico di far emergere qualcosa dal di sotto. Creo dei diorami, la rappresentazione in scala di paesaggi che come referente non hanno un ambiente reale bensì un ambiente astratto che è quello della mia memoria. Per cui quando mi trovo difronte a dei ricordi insostenibili, per il loro portato di gioia o di dolore, il mio tentativo è quello di tradurli in una narrazione concreta che trascenda l’impalpabilità e la fluidità della memoria per arrivare a un linguaggio quasi oggettivo.”

Theo Drebbel_project room #1_Installation View 07 © Viasaterna

Manifestazioni artistiche la cui comprensione è possibile solo se in possesso della giusta chiave di lettura, un codice che viene suggerito tramite il disegno, una sorta di cartina tornasole di questi micro mondi. Parole e numeri romani mettono in evidenza le corrispondenze logiche e semantiche tra i vari elementi e suggeriscono una possibilità di decodificazione. E l’animale, presente in ogni composizione come controparte dell’artista, diventa il simbolo dell’innocenza e della purezza, colui che a differenza dell’uomo non stratifica il tempo ed è sempre presente, nel presente, senza ostacoli. Perciò sta come uno spettatore a guardare Theo che, in una tensione continua, cerca di oggettivare i ricordi fino a quando sopraggiunge il sonno, come a voler suggerire che è lecito soccombere nella battaglia contro la memoria e abbandonarsi al presente.

Theo Drebbel_project room #1_Installation View 10 © Viasaterna

Theo Drebbel, Feeble seconds of Tuesday, 2016, ink on paper, cm 35x43 © Theo Drebbel, courtesy of Viasaterna

“E’ una lotta incessante quella con la memoria perché non è mai possibile ricordare con esattezza, inevitabilmente c’è una manipolazione, una interpretazione. Quindi nel mio tentativo di ricognizione mnemonica manca sempre un oggetto nonostante io sia lì proprio per ricercarlo e ritrovarlo, per fissarlo, per trattenerlo o talvolta per lasciarlo andare perché questo è proprio il modo in cui funzionano i meccanismi di ricordo e di oblio.”

Ph. Credit Manuela Lisci - Theo Drebbel's artwork at Artissima fair

Theo Drebbel, si legge nelle motivazioni della giuria, “per i suggestivi elementi di processualità, modularità e dinamica interazione con lo spazio e per il potenziale relazionale delle opere e l’impatto emotivo che esse portano”, è stata insignita del nuovo premio CARIOCA KIDS nato in collaborazione con l’Assessorato all’Istruzione della Città di Torino, promosso da CARIOCA® e curato da ZonArte. Premio dedicato alla sezione New Entries, riservata alle gallerie emergenti sulla scena internazionale, che ha visto distinguersi insieme all’artista la Galleria Viasaterna fondata nel 2015 da Irene Crocco e Benedetta Pomini: la prima formatasi con Luciano Fabro, grande maestro dell’arte povera italiana, la seconda da sempre appassionata e studiosa di fotografia.

Ph. Credit Manuela Lisci - With Benedetta Pomini & Irene Crocco founders of Viasaterna Gallery

“La Galleria nasce poco prima di Expo, in un momento difficile per Milano in cui ci sentivamo sole, erano scappati tutti gli artisti e tutti gli intellettuali tranne qualcuno che abbiamo coinvolto insieme a noi in questo progetto. Ci interessa tutta l’arte contemporanea, soprattutto quella un po’ più sperimentale, e abbiamo uno sguardo particolare sulla fotografia semplicemente perché tanti giovani artisti usano questo linguaggio. Ma non selezioniamo secondo criteri predeterminati. Alla fine quello che vince è quello che sentiamo, quello che ci emoziona, perché l’arte per noi rimane ancora e prevalentemente un fatto di pancia.”

Desidero ringraziare per la cortese intervista l’artista Theo Drebbel e inoltre Irene Crocco e Benedetta Pomini fondatrici della Galleria Viasaterna – web site  - FacebookInstagram 

Le foto dell’intervista sono di Mauela Lisci 

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