IBRIDA, FESTIVAL DELLE ARTI INTERMEDIALI

Si svolge dal 11 al 13 settembre (ma con due appuntamenti gratuiti preliminari il 4 e l’11 settembre e una coda a fine ottobre) all’Arena San Domenico, negli spazi antistanti i prestigiosi Musei San Domenico di Forlì, la quinta edizione di Ibrida – Festival delle arti intermediali curata da Vertov Project, con la direzione artistica di Francesca Leoni e Davide Mastrangelo e con il contributo critico di Piero Deggiovanni, docente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Un’edizione speciale quest’anno, che in seguito alle regole di distanziamento sociale si snoda tra eventi live e appuntamenti on line, senza rinunciare al suo carattere marcatamente innovativo e sempre con l’intento di indagare e divulgare le produzioni e le ricerche recenti nell’ambito dell’audiovisivo sperimentale, accogliendo anche la performance art e la musica elettronica abbinata alla sperimentazione video.

«Il Festival cerca attraverso le ibridazioni – cioè la convergenza delle arti – di guardare avanti, al futuro, di tastare l’humus per capire cosa sta emergendo. Soltanto tra discipline differenti può nascere qualcosa di diverso e interessante e questa è la tematica vera che affronta Ibrida, un evento che muove dall’idea di aprirsi a ciò che lo circonda e che tende, attraverso una ricerca costante, a ciò che è nuovo. In qualità di direttori artistici abbiamo l’obbligo morale di fare da catalizzatori delle istanze della contemporaneità.» Davide Mastangelo, direttore artistico

1. Ibrida Festival

Si parte la mattina di venerdì 4 settembre con un incontro sulla videoarte italiana, fruibile gratuitamente sia dal vivo negli spazi di EXATR a Forlì che in streaming, per approfondire i nuovi linguaggi prodotti nel nostro Paese, con la presenza di critici e docenti universitari. Nella medesima doppia modalità sarà possibile partecipare, venerdì 11 pomeriggio, alla presentazione della recentissima Antologia critica della videoarte italiana 2010-2020 di Piero Deggiovanni.

Dall’11 al 13 settembre, date centrali del Festival, avrà luogo una doppia programmazione parallela: online una ricca e proteiforme scelta di video opere internazionali e, dal vivo, tre sere di eventi realizzati negli spazi dell’Arena San Domenico di Forlì.

A far da anello di congiunzione tra questi due modi/mondi sarà, venerdì 11 settembre alle ore 20.30, una performance realizzata in diretta, ma fruibile solamente online, di Mara Oscar Cassiani, artista italiana che lavora nell’ambito della coreografia e dei nuovi media.

«Una delle caratteristiche importanti del Festival è quella di mettere insieme sia artisti emergenti che artisti molto affermati. Guardiamo certamente a chi ora ha uno spazio importante nell’ambito della videoarte e della video performance ma vogliamo anche far nascere nuovi talenti e cercare nuovi linguaggi dando uno sguardo al presente. Ecco allora che accanto alle opere di artisti di fama internazionale si possono fruire anche opere di artisti emergenti e dalla loro compresenza nascono sempre dialoghi e confronti interessanti.» Francesca Leoni, direttrice artistica

2. Ibrida Festival

Nelle tre serate – in programma nel nuovo contenitore messo a disposizione dal Comune di Forlì – altrettanti live, che vedranno alternarsi artisti diversi tra loro: una performance a cura del visual designer Kanaka insieme alla contrabbassista Caterina Palazzi (venerdì 11 settembre); l’audio-visual concert di Salvatore Insana con E-Cor Ensemble (sabato 12 settembre) e Archive Works con cui il percussionista e ricercatore sonoro Enrico Malatesta chiuderà l’edizione 2020 di Ibrida insieme all’artista spagnolo Carlos Casas (domenica 13 settembre). Tutti i live saranno preceduti da proiezioni di videoarte, selezionate dai diversi curatori delle sezioni del Festival.

In anteprima in questa edizione anche la videoinstallazione multicanale Vanitas Vanitatum (2020) di Francesca Fini che racconta: «metto in pratica ancora una volta la mia tecnica del fake found-footage, che consiste nell’elaborazione di immagini in movimento impossibili, realizzate attraverso l’animazione surrealista di suggestioni e visioni che appartengono a culture pre-cinematografiche. Dipinti e ritratti del passato prendono vita, frullati dal collagismo visionario della macchina del tempo che raccoglie reperti e frammenti immaginifici attraverso i secoli, ricomponendoli poi digitalmente in un paesaggio contemporaneo a tre dimensioni. Un paesaggio che, dalla ieratica eternità dell’istante fissato per sempre e consegnato ai posteri, prende di nuovo vita nel presente, attraverso la magia dell’animazione cut-out, ma solo per decomporsi velocemente sotto i nostri occhi, venir divorato dagli insetti, o semplicemente addormentarsi davanti alla clessidra digitale di un computer che ha esaurito la sua ram. Nei due schermi affiancati, che dovranno essere perfettamente sincronizzati, saranno visibili l’immagine originale e la sua rielaborazione animata.»

Francesca Fini, Vanitas Vanitatum, 2020

Francesca Fini, Vanitas Vanitatum, 2020

Concludono ribadendo l’importanza di essere presenti anche fisicamente, Leoni e Mastrangelo, per lanciare un segnale chiaro al territorio e agli artisti, specie in questo frangente storico: «quello che abbiamo vissuto ci ha sospesi ma non bloccati, dandoci un’importante occasione di riflessione sul rapporto che abbiamo con la tecnologia. Prima, durante e dopo il Festival.»

Info e programma dettagliato: web site - Facebook - Instagram

Cover story: Francesca Leoni e Davide Mastrangelo, direttori artistici di Ibrida, ph. credit Consuelo Canducci

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