BRIGITTA ROSSETTI, ANSI-MARE

La galleria BIANCHIZARDIN CONTEMPORARY ART ha presentato lo scorso 4 maggio, presso i propri spazi di via Pietro Maroncelli 14 a Milano, la performance ANSI-MARE di Brigitta Rossetti  (Piacenza, 1974), con Nando Rabaglia. 

L’azione, che si inscrive nel più ampio progetto “Elegia dell’acqua”, inaugurato a febbraio presso le Civiche Raccolte D’Arte di Palazzo Marliani Cicogna a Busto Arsizio e di cui la galleria espone, fino al prossimo 20 maggio, i lavori più significativi, dà conto dell’indagine di Rossetti, che esplora il complesso mondo interiore dell’essere umano. In mostra anche altre opere inedite, oltre a una restituzione video della performance.

Utilizzando come cornice della scena una tela bianca e dando voce al corpo, al suo tormento e alla sua pacificazione, l’artista lavora sul tema del limite, il confine che separa il dentro dal fuori. 


Per me il limite è libertà. Saperlo rispettare e andare oltre è necessario per capire cosa c’è oltre la tua strada, la tua casa, i preconcetti. –Brigitta Rossetti

Così spiega la stessa in un’intervista realizzata per KOONESS da Mariaelena Maieron, che ha curato anche la pubblicazione TIC TIC TIC, editata da BIANCHIZARDIN

Una raccolta che vuole essere da un lato una testimonianza della parentesi del più recente studio di Rossetti e che dall’altro si presenta come strumento di interazione con il pubblico. Difatti, poiché le pagine sono volutamente non rilegate e non numerate, il fruitore è libero di comporre il volume a proprio piacimento, giocando a smontare e rimontare le diverse pagine secondo la propria sensibilità. 

Artista multidisciplinare che spazia dalla pittura, alla scrittura, alla pratica performativa, in questo nuovo ciclo di lavori legati all’acqua, Rossetti indaga alcune forze astratte – come la luce, l’elettricità, il magnetismo e la gravità – di cui ha fatto esperienza della forma in pittura, ponendo al centro di questo fluire poetico l’acqua intesa come impeto vitale, ma anche come elemento capace di stravolgere ed eliminare ogni forma di vita sul pianeta. 

Da questa prospettiva, e affrontando l’articolata questione del cambiamento climatico ed umano, l’artista decide di svincolarsi da qualsiasi ambizione figurativa, utilizzando l’assenza della figura quale espediente per indagare, attraverso i dipinti, gli aspetti più intimi della natura umana ed evocandone al contempo emozioni, ricordi, fragilità, isolamento ed aspirazioni. 

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