CON LE NOTE, CON LE IMMAGINI

SULLE NOTE DI UN CAPPOTTO DI YOHJI YAMAMOTO 

Un mese all’insegna di suoni e immagini questo che si è appena concluso. Ha esordito uno straordinario Diego Mancino (www.thedummystales.com/the-dummy-meets-diego-mancino/), colui che amo definire il poeta della musica. La sua prosa, profonda e incisiva, quando si traduce in nota è capace di far vibrare le corde del cuore. Suggestioni che negli anni mi hanno accompagnata e cresciuta. Suoni nuovi, sperimentazione formale, ricerca senza soluzione di continuità pure quella condotta da Alessio Bertallot (www.thedummystales.com/the-dummy-meets-alessio-bertallot/). Piccola rivoluzione la sua, tentativo ben riuscito con il progetto Casa Bertallot di scardinare certo establishment per dar vita a una nuova realtà in forma di radio, in forma di web. Cross mediale, accessibile worldwide, interattiva. Una finestra spalancata sul futuro. Nel frattempo Eleonora traduceva nelle immagini di Nils Rossi un certo senso del ritmo e evocava gli anni ‘20 ballando il Charleston (www.thedummystales.com/lets-charleston/). Erano gli anni della radio, gli anni in cui le donne rivendicavano il loro diritto al voto. Capelli corti e dichiarazioni di indipendenza. Libertà e timida emancipazione femminile. Poi, in una sorta di salto temporale, la stessa Eleonora si trasformava in una icona dai tratti grunge, quasi fosse una artista tormentata e insofferente al mondo, ritratta nel mezzo di una natura aspra e selvaggia. Come il suo sentire (www.thedummystales.com/into-the-wild/). Su tutte le donne, quelle vere e quelle vere solo nella mia fantasia, troneggiava una ipnotica Francesca Lolli (www.thedummystales.com/the-dummy-meets-francesca-lolli/). Impossibile non subire il fascino delle sue opere video. Impossibile non restare esterrefatti al cospetto dalla sua forza, dalla sua coerenza, dalla sua urgenza creativa. Quella che la costringe a scandagliare l’animo umano per restituirlo al presente in forma di arte. Meravigliosa narrazione in fotogrammi degli abissi dell’anima.

Quel che resta, di me, è in questa immagine. E’ il potere incantevole dell’immaginazione a cui mi hanno educata questi straordinari compagni di viaggio. Che mi fa restare come sospesa in un ipotetico punto di mezzo. Ovunque esso sia.

Foto di Nils Rossi

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