MONTAGNE RUSSE

Ironica e profonda. Intelligente e esilarante. Acuta e fruibile. Un serbatoio di emotività assolutamente coinvolgente. Quella che la compagnia teatrale Eccentrici Dadarò porta in scena in questi giorni, per la prima volta in Italia, nella sala La Cavallerizza del Teatro Litta di Milano è la commedia dello scrittore, sceneggiatore, commediografo e regista francese Eric Assous dal titolo Montagne Russe. Una scrittura ritmata, divertente, a tratti perfino dissacrante, apparentemente quotidiana nei toni ma sotto, in profondità, capace di sviscerare temi importanti: l’amore, la famiglia, la fedeltà, il bisogno di essere riconosciuti, di trovare un legame, una radice.

A fine giornata un uomo e una donna, molto attraente e molto più giovane di lui, si incontrano in un bar. Lei decide di seguirlo a casa per concludere lì la serata e quello che sembra un copione già scritto viene in realtà stravolto da un susseguirsi continuo di colpi di scena, quasi un gioco a scomporre la vita che, in una tensione profondamente umoristica, innesca diversi momenti dello spettacolo.

“E’ un lavoro completamente diverso rispetto a tutti quelli che abbiamo realizzato fino ad ora. Con curiosità ci siamo avvicinati a questo autore ed è come se avessimo avvertito un richiamo leggendo il testo di Montagne russe. Abbiamo quindi deciso di metterci alla prova e di affrontare per la prima volta una commedia, lavorando per sottrazione, togliendo il più possibile, discostandoci da qualunque cliché, dalla forma tipica di rappresentazione della commedia. Abbiamo cercato di portare l’attenzione sul testo, sulla dinamica del dialogo, arrivando all’essenza di tutto sia nelle azioni sceniche che nella scenografia, lavorando quasi più a livello cinematografico che teatrale. Sul palcoscenico infatti pochi elementi: un divano, uno specchio, un telefono, una bottiglia. Una storia quasi intima che gli spettatori guardano come in punta di piedi dallo spioncino di una porta, come se sbirciassero dentro la stanza di qualcun altro con occhio indiscreto. Da una fessura la storia di una coppia che diventa una storia universale, la storia di tutti.”

Un autore di grande successo in Francia, basti pensare che Montagne russe ha debuttato nel 2004 con l’interpretazione Alain Delon e Astrid Veillon, ma che per contro è poco conosciuto e rappresentato in Italia. Quello di Assous è un testo brillante e profondo insieme che sollecita una riflessione sul tema dei rapporti familiari e coniugali, della solitudine, della consapevolezza del tempo che passa.

“Con me è in scena un magnifico Antonio Rosti, un attore di molta esperienza al quale mi sono proprio affidata, che interpreta Pierre un uomo che in qualche modo si è costruito una facciata. Alla regia Fabrizio Visconti che ha cercato di essere il più rigoroso e pulito possibile. Quanto a me come attrice il grande sforzo è stato quello di mantenere un equilibrio in questa sorta di gioco teatrale delle parti, non dimenticando mai chi è la vera protagonista della storia che si scopre solo alla fine, perché solo in conclusione si svela.”

Una racconto di apparenze che lungo il corso della narrazione si disgregano rivelando fragilità umane e compassionevoli, meritevoli di essere accolte, comprese, giustificate in qualche misura. Apparenze che tradiscono un bisogno di amore, una necessità di trovarsi e ritrovarsi spogliandosi di tutte le false identità. E’ a quel punto che il ritmo serrato del dialogo si spoglia anch’esso della sua ironia. In lontananza, appena accennato, solo il rumore allusivo di un luna park. Rumore di Montagne russe.

“Credo che si esca dal teatro con delle domande in più e al tempo stesso con un certo amore per le proprie fragilità e per tutti i tentativi, non mi piace dire errori. Con un bisogno di verità probabilmente e con la sensazione di essere un po’ meno soli difronte a certe dinamiche che magari proprio dalla verità allontanano.”

Desidero ringraziare per la cortese intervista l’attrice Rossella Rapisarda

Io indosso una creazione di Elle Venturini

Le foto sono di Elisabetta Brian 

Montagne russe è al Teatro Litta di Milano – sala La Cavallerizza fino al 14 maggio 2017

Di Eric Assous – Regia Frabrizio Visconti – Con Rossella Rapisarda e Antonio Rosti – Scene Marco Muzzolon – Costumi Mirella Salvischiani – Disegno Luci Fabrizio Visconti – Musiche Originali di Marco Pagani – Un progetto La Gare, Co-produzione Arterie C.I.R.T. 

 

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