SARA GIORDANI, RIFARE IL CORPO

L’uomo è malato perché è mal costruito. Bisogna decidersi a metterlo a nudo per grattargli via questa piattola che lo rode mortalmente, dio, e con dio i suoi organi, [… ] non c’è nulla di più inutile di un organo.

 Antonin Artaud, Per farla finita con il giudizio di dio

Nella pluralità che caratterizza il mondo delle immagini, Sara Giordani parla un linguaggio di segni e frammenti, una disgregazione che è come una pantomima silenziosa con la quale racconta pensieri ed espone stati di coscienza. Espressione anarchica di un corpo smembrato che rimette in causa ogni relazione tra forma e oggetto alla ricerca di nuove visioni e possibilità. Nuovi sguardi su un uomo costituito male al quale bisogna “rifare l’anatomia” avrebbe detto Artaud.

Sara Giordani, Private Rooms

Sara Giordani, Private Rooms

Formatasi come pittrice presso l’Accademia delle Belle arti di Verona, Sara vanta, tra le molteplici fonti di ispirazione, la body art, il pensiero del poeta, drammaturgo, attore e regista Antonine Artaud – in particolare la sua concezione di un “corpo senz’organi” – ma tante suggestioni le arrivano anche dai racconti russi, da quegli uomini fragili ingoiati dalle loro ossessioni e dagli autori giapponesi che narrano la temporalità dei rapporti di coppia. Senza escludere la scrittrice belga Amélie Nothomb, compagna delle sue notti di lettura.

Sara Giordani, Private Rooms

Sara Giordani, Private Rooms

«All’inizio disegnavo il corpo, non lo fotografavo, ma pareva sempre che mancasse qualcosa, come se ci fosse un’assenza. Così tre anni fa ho iniziato questo percorso di ricerca che si è spostato dal disegno alla tecnica dell’autoscatto. Ho cominciato a lavorare con i particolari proiettandomi verso un corpo nuovo in cui le parti, scomponendosi e ricomponendosi, cercano nuove relazioni. In principio macchiavo e graffiavo le foto, ma ora sto studiando segni più grafici, meno istintivi e più equilibrati, con l’idea di dare un’ armonia di fondo ai miei lavori» Sara Giordani

Nella confluenza di realtà, visioni e sogni, prendono vita sagome interrotte che debordano e travalicano i confini della carta e, private di qualsiasi ancoramento al mondano, si abbandonando ai loro desideri più reconditi rivelandosi quali entità inafferrabili e sospese, cangianti e frastagliate, catalizzatrici di istinti e desideri antitetici. Come se questi corpi “altri” potessero renderci in una maniera fisica alcune delle percezioni più segrete dell’animo.

 Sara Giordani, Private Rooms

 Sara Giordani, Private Rooms

«Durante la pandemia ho ripreso in mano alcune mie foto stampate in grande formato e le ho assemblate in piccole polaroid creando un wall assolutamente causale fatto di immagini, disegni, pezzi di carta strappata, elementi materici di diversa specie. E ho provato a immaginare la relazione che il corpo potrebbe avere con questo muro, pensando al corpo che non vive mai solo, ma sempre in compagnia, sempre in relazione dialogica con ciò che lo circonda. Ecco allora che dalle polaroid ho maturato l’idea delle installazioni: opere d’arte a carattere tridimensionale che si confrontano con l’ambiente in cui sono collocate. Ho sempre fatto tutto da me e per me, è stato un percorso di continua crescita il mio. Ho iniziato con la pittura, poi sono arrivate le foto – rigorosamente stampate su carta lucida, perché amo molto questo aspetto romantico e un po’ old style dell’immagine – e adesso le installazioni che sento come la cifra stilistica che più mi rappresenta in questa mia evoluzione artistica» Sara Giordani

Sara Giordani, FRESH FLESH installazione di 250x250cm, particolare

Sara Giordani, FRESH FLESH installazione 250x250cm, particolare 

L’attore è un atleta, sosteneva Artaud ne “Il teatro e il suo doppio”, lavora con il corpo utilizzando una muscolatura. Nel suo lavoro, oltre a un organismo fisico, utilizza un parallelo e indipendente organismo affettivo. Controllare e muovere questo organismo affettivo è una tecnica che va appresa. Si devono imparare le varie modalità dei respiri che danno forma alle passioni dell’anima. L’attore è un atleta del cuore. E forse, a suo modo, lo è anche il fotografo.

 Sara Giordani, Private Rooms

Sara Giordani, Private Rooms
Cover story: Sara Giordani, Private Rooms 

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