ASPETTANDO LA LUNA

Un dialogo senza filtro, la storia di un incontro, un corpo a corpo fotografico, un concentrato di parole e immagini.

4 ottobre 2018, Milano/Modica

Federico Cannata ed io.

Francesca: L’estate è terminata per lasciar posto a quel tempo dell’anno quando le foglie gialle, o poche o nessuna, pendono dai rami tremando. In quel tempo dell’anno, senza pretenderlo, ti ho incontrato. Mentre aspettavo, perché aspettare è una delle cose che mi riesce, non so, mi pare che io abbia una certa inclinazione per l’attesa. E per i luoghi abbandonati, fuori stagione, fuori contesto, frequentati da nessuno. A te è sembrato che aspettassi la luna. 

Federico: Penso che siamo tutti in perenne attesa che qualcosa cambi nella nostra vita. E’ firmato nel nostro DNA. L’attesa è il periodo più bello e frustante del nostro tempo, perché di lì a poco potrebbe cambiare tutto o completamente nulla. E se questo atteggiamento non è ancora sorto dentro noi dovremmo allora metterci in cammino e cercarlo. Desiderare qualcosa di nuovo, di migliore, di autentico nella nostra esistenza significa volere crescere, evolvere, svelare lati nascosti del nostro Io. E poi c’è La Luna, la nostra luna! Quella chi ci accompagna sin dal grembo materno. Questa sfera color metallo che per scelta regna i cieli, è il simbolo per antonomasia del desiderio di raggiungere uno stato di felicità, di riuscire a superare un ostacolo o raggiungere quell’obiettivo che ci siamo prefissati lungo il nostro tragitto. La luna è un simbolo di vita, in costante evoluzione, quindi essa ci ricorda con i suoi cicli che facciamo tutti parte di un infinito processo di rigenerazione. Siano benedetti i cambiamenti, anche se apparentemente ci fanno soffrire. Ogni singolo scatto di questo progetto, che ha segnato anche il nostro incontro, è un promemoria collettivo, una messa a punto della nostra condizione umana e artistica.

Francesca: L’aria era così sottile e tersa ed è come scintillasse nella tua restituzione, nel bianco e nero contrastato. Tra realtà e schermo immaginario, mettersi davanti all’obiettivo della macchina fotografica, zittire il brusio, immobile sulla soglia della fantasia. 

Federico: Esattamente Francesca, siamo riusciti insieme a creare un momento di passaggio fra queste due condizioni: realtà e immaginazione. L’atmosfera che si viene a ricreare nelle fotografie è sospesa, i nostri occhi attendono da un momento all’altro che qualcosa debba accadere. Questo descrive la mia condizione. Attualmente il mio modo di fare fotografia è in “trans”. Sento che il mio approccio alla fotografia sta cambiando, sta emigrando in altri contesti che ancora non so dire in che modo si evolveranno. E se la nostra sfera artistica è lo specchio di quella umana, beh… allora tutto è realmente collegato. Come persona vivo un momento di cambiamento, sono alla ricerca di qualità nei rapporti umani, nei luoghi dove vivo e in quello che faccio, nel frattempo sento che i sogni che voglio realizzare crescono a dismisura. Mi chiedo come saranno i miei scatti fra 2/3 anni, in che modo mi racconterò in ogni fotografia. Attendo questo con molta adrenalina.
In questo “trans moment” ci sono alcuni pilastri  che restano ben saldi nel mio approccio all’arte e alla fotografia: mi riferisco, ad esempio, al legame con la mia terra, la Sicilia. Questa isola ha delle peculiarità così forti che ti modellano dentro per sempre. Il mio bianco e nero resta ancora molto grafico con passaggi tonali molto netti e precisi. Penso subito alle atmosfere che vivo ogni giorno nella mia città: qui la luce è così talmente forte e decisa che ti condiziona a fotografare in questo modo. Il carrello della spesa o l’insieme di biciclette poi non sono altro che spunti di riflessione personali: il carrello ci servirà a trasportare da una metà all’altra la nostra luna, diversa da quella degli altri per forma e colore.

Francesca: Il tempo sta passando. Vorrei andare sulla luna. Il tempo sta passando, mi ripeto. E io aspetto in luoghi abbandonati, fuori stagione, fuori contesto, frequentati da nessuno. Aspetto la luna.  Solo quando mi troverò in un posto dove non sarò più io allora forse non sarai più tu.

Federico: So per certo che la fotografia ha dei poteri incredibili, per questo motivo non posso fare a meno di lei. Ci permette di trasformarci nelle persone che vorremmo essere e di viaggiare in luoghi che abbiamo da sempre immaginato. Attraverso di essa mi piace ricreare contesti sempre diversi perché la mia personalità è caratterizzata da mille sfumature. Fotografare mi permette di fuggire dalla realtà che mi circonda, quando questa mi fa soffrire, oppure diventa l’unico mezzo al mondo per comunicare con gli altri quando non mi restano altre parole a disposizione.

Francesca, l’augurio che ti faccio è quello di non finire mai di attendere! Di svegliarsi al mattino e riscoprirsi diversi, migliori, amati, desiderati, ispirati o semplicemente riconoscere noi stessi… con la luna sempre complice. Buona attesa!

Fotografie di Federico Cannata – web siteFacebookInstagram 

Abito art259design collezione P/E 19 – websiteInstagram 

 

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