In libreria dal 25 settembre 2026, l’autobiografia con cui Giulia Staccioli, una delle voci più originali della danza contemporanea, celebra i trent’anni dalla fondazione della sua compagnia Kataklò Athletic Dance Theatre. A mia cura ed edito da Maretti Editore, il libro è il racconto onesto e senza filtri di cadute, risalite, relazioni familiari complesse e scelte controcorrente: la testimonianza di come una condizione vissuta a lungo come marginalità possa trasformarsi in una sorgente di forza creativa.
Nel 2025 Aliena è stato il titolo dello spettacolo con cui Kataklò ha festeggiato il proprio trentennale. Ma è solo nel libro omonimoche, per la prima volta, Giulia Staccioli racconta sé stessa senza filtri. Il memoir, a mia cura ed edito da Maretti Editore, è il racconto appassionato una donna “irregolare” che nello spazio liminale tra norma e sperimentazione ha trovato la cifra del proprio lavoro e della sua intera esistenza. Di origini toscane, Giulia nasce in Sardegna nel 1964 e trascorre l’infanzia a Cagliari con i nonni materni, mentre i genitori sono a Milano in cerca della ricomposizione di un amore difficile. Il padre, il noto scultore Mauro Staccioli, è un uomo votato alla sua arte e sfuggente agli affetti, percepiti per lo più come ostacolo alla sua realizzazione. La madre, Silvana, è impegnata in un continuo, sfiancante e improduttivo, lavorio di inseguimento che progressivamente la rende sempre più ruvida e spigolosa. Da piccola, grazie alla nonna Stefanina che asseconda il suo innato senso del ritmo, Giulia si avvicina alla danza. Un momento di felicità intenso, stroncato dal difficile trasferimento a Milano in occasione del ricongiungimento di tutta la famiglia e il diniego della madre che non la ritene adatta a quella disciplina. Complice la fascinazione per l’atleta rumena Nadia Comăneci, Giulia ripiega sulla ginnastica ritmica, trovandosi perfettamente inserita nell’ondata di grande cambiamento che in quegli anni arriva dall’Est e che esalta le sue straordinarie doti espressive. I risultati non tardano ad arrivare e nonostante difficoltà, infortuni e ambiente ostile, la sua carriera si rivela uan costellazione di successi, tra cui la partecipazione come finalista alle Olimpiadi di Los Angeles (1984) e a quelle di Seoul (1988), dove conosce il suo futuro marito, il giocatore di pallavolo della Nazionale Andrea Zorzi.

Conclusa la carriera agonistica, Giulia si trasferisce a New York, dove lavora con maestri come Martha Graham, Merce Cunningham, Katherine Dunham e, soprattutto, Alvin Ailey, trovando nella loro ricerca la giusta dimensione di raccordo tra il suo gesto atletico e la sua propensione per la danza, coltivata nell’infanzia. Ma è Moses Pendetlon a diventare il suo mentore, maestro dell’immaginifico e dell’astrazione che a partire dagli anni Settanta ha dato vita a un’arte visuale in movimento. Nel 1992, grazie a un’audizione, entra a far parte della celebre Compagnia MOMIX e per due anni gira in tournée tutto il mondo, dividendosi tra vita professionale e vita privata, che si arricchisce nel frattempo del matrimonio e poi della nascita del figlio Numa. Quando decide di mettere a frutto l’esperienza con Moses, Giulia avvia il suo l progetto di Kataklò Athletic Dance Theatre (dal greco antico “io ballo piegandomi e contorcendomi”) scegliendo la strada del corpo come materia plasmabile e facendo della sperimentazione e della continua esplorazione di territori sconosciuti il suo segno identificativo.
Questo viaggio che ho condotto tra le isole emotive e geografiche dell’esistenza di Giulia e che a diverse latitudini si snoda tra arte, ginnastica ritmica, danza, amore e solitudine, è il ritratto di una donna segnata dalla mancanza ma anche da una forma di stoicismo intimo e silenzioso dal quale avremmo tutti da imparare. Dura, resistente, capace di reggere gli urti di una vita prevalentemente in salita, ma anche abile a sopravvivere al dolore senza negarlo. Aliena tiene insieme tanto la composizione interiore di Giulia quanto la sua sostanza fisica: la sensibilità profonda e la disciplina ferrea, l’apertura al sentimento e la necessità di una corazza. Dall’infanzia, alla giovinezza, all’età adulta, passando per le diverse stagioni della vita, a fare da filo conduttore alla narrazione c’è la sempre singolare e irriducibile postura di Giulia, che presto consapevole della scollatura originaria tra sé e il mondo è stata capace, attraversando più territori, di sviluppare uno sguardo laterale, di vedere ciò che per gli altri era invisibile. Aliena è ogni persona che, come lei, non sa stare negli schemi dati, nei ruoli, nei codici, nelle strutture identitarie determinate da altri. Chi comprende ma non si identifica e allora cerca percorsi alternativi, obliqui, forme di creazione che non rientrano nelle categorie del “già detto” e “già visto”. Alieni siamo, in fondo, tutti noi che quando la società chiede adattamento, conformità e semplificazione invece di indugiare nella frattura tra dentro e fuori decidiamo di riconciliarci con il nostro passo irregolare. E di trasformarlo, ove possibile, in origine di senso e visione.
Cover story: Giulia Staccioli © Cristiano Bendinelli

SCHEDA TECNICA
Titolo: Aliena
Autore: Giulia Staccioli – a cura di Francesca Interlenghi
Casa Editrice: Maretti Editore
Collana: Teatro
Data di uscita: 25 settembre 2026
ISBN: 978-88-9397-114-0
Pagine: 144
Formato: 15 x 24 cm
Rilegatura: filo refe
Copertina: con bandelle
Lingua: Italiano
Prezzo: 20 euro









