Le Presenze di Alessandro Roma in mostra a Palazzo Milzetti

A Faenza, in occasione del Festival internazionale della ceramica Argillà Italia 2026Alessandro Roma porta a Palazzo Milzetti un universo vegetale sospeso tra esperienza e immaginazione. Ceramica, pittura e scultura entrano in relazione con gli apparati decorativi della dimora neoclassica, sovvertendo la tradizionale gerarchia tra figura umana e natura. A cura di Domenico Iaracà, e realizzata in collaborazione con il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, la mostra Presenze sarà visitabile dal 1 settembre all’11 ottobre 2026.

Nato a Milano nel 1977 e formatosi prevalentemente attraverso la pittura, Roma ha progressivamente esteso la propria pratica oltre i confini del quadro, facendo della contaminazione tra tecniche e materiali uno dei tratti distintivi del suo lavoro. Ceramica, collage, scultura, stampa su tessuto convivono in una ricerca nella quale il passaggio da un medium all’altro non costituisce una cesura, ma sembra piuttosto rispondere alla necessità di dare consistenza fisica a un immaginario in continua trasformazione. Al centro rimane il paesaggio, inteso come territorio interiore nel quale memoria, esperienza e fantasia si sovrappongono fino a rendere incerto il confine tra ciò che è stato visto e ciò che è stato immaginato.

Alessandro Roma, s.t., 2025, ceramica smaltata, 28×44 cm

Gli ambienti della dimora neoclassica, con i loro dipinti murali, gli stucchi e la ricchezza dell’apparato ornamentale, diventano parte attiva del progetto espostivo. Le forme vegetali introdotte dall’artista intercettano quelle già presenti nelle decorazioni storiche, creando una continuità inattesa tra l’universo immaginifico delle opere e quello codificato dell’ornamento neoclassico. Fusti, foglie, infiorescenze e organismi difficilmente riconducibili a specie determinate proliferano nelle sale, mentre piatti invasi da rigogliosi viluppi vegetali e forme dai colori innaturali compongono una sorta di erbario fantastico. Alle tassonomie scientifiche Roma sostituisce una classificazione emotiva e immaginaria, nella quale elementi apparentemente conosciuti vengono ricombinati fino a generare nuove possibilità biologiche.

Ad aprire l’esposizione è una figura arcana, la cui superficie evoca la livrea di un uccello esotico. Il volto assente sottrae immediatamente l’immagine a una lettura identitaria e introduce in una dimensione sospesa, dove umano, animale e vegetale sembrano poter continuamente sconfinare l’uno nell’altro. È proprio questa instabilità a costituire uno degli aspetti più interessanti della mostra. Nella storia dell’arte occidentale la natura è stata a lungo organizzata intorno alla centralità dello sguardo umano: osservata, classificata, trasformata in paesaggio o caricata di significati simbolici. Roma sembra ribaltare questa prospettiva. La figura umana arretra, perde la propria posizione dominante e diventa una presenza fra le altre. A occupare il centro è invece una vitalità vegetale incontrollabile, principio generativo dal quale tutto sembra provenire e al quale tutto può ritornare. Anche quando l’essere umano riappare, la sua identità resta instabile. Alcuni volti collocati su treppiedi e decorati su entrambi i lati introducono il tema della duplicità, interrogando la distanza fra l’immagine che offriamo all’esterno e quella più segreta che custodiamo. Il percorso della mostra crea una tensione continua tra interno ed esterno. I paesaggi mentali di Roma abitano le stanze del palazzo, incontrano la vegetazione dipinta e modellata negli apparati decorativi e sembrano poi proseguire idealmente oltre le finestre, verso il giardino interno e gli spazi che circondano la casina romantica recentemente acquisita dal Museo.

Alessandro Roma, The shadow of a quiet bird, 2023, ceramica smaltata, d. 55 cm

La ceramica assume in Presenze un ruolo particolarmente significativo anche per il rapporto con il territorio faentino e con la sua tradizione artigianale. Le opere sono state realizzate grazie al contributo di diverse botteghe e manifatture: Bottega Gatti, Bottega Lega, Bottega Vignoli, Pantoù Ceramics ed Elvira Keller a Faenza, Ceramiche Mazzotti ad Albissola e Ceramiche d’Arte Dolfi di Ivana Antonini a Montelupo. Un sapere tecnico che Roma assorbe all’interno della propria pratica senza rinunciare alla cifra sperimentale del suo linguaggio.

Cover Story: Palazzo Milzetti. Foto Marco Cavina

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Alessandro Roma. Presenze
Palazzo Milzetti – Museo Nazionale dell’età neoclassica in Romagna, Faenza
A cura di Domenico Iaracà
1° settembre – 11 ottobre 2026
Inaugurazione: 31 agosto 2026, ore 17.00
Nell’ambito di Argillà Italia 2026

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