IL CORPO COME DIMORA. 43 artiste contemporanee abitano l’utopia di Hendrik Christian Andersen

63 opere di 43 artiste trasformano la Casa Museo Hendrik Christian Andersen in una città temporanea di corpi. Da Louise Bourgeois a Gina Pane, da Carol Rama a ORLAN, Tracey Emin e Vanessa Beecroft, una mostra mette in discussione l’ideale di perfezione dello scultore norvegese-americano indagando identità, vulnerabilità, desiderio e resistenza.

Carol Rama, Senza Titolo, 1993, Pennarello, inchiostro e camera d’aria su carta prestampata su cartoncino nero 59,5×49,5 cm

Cosa accade quando il corpo ideale, monumentale e armonico immaginato all’inizio del Novecento incontra i corpi inquieti, vulnerabili, politici e plurali della contemporaneità? È da questo interrogativo che prende avvio il progetto espositivo Artiste Contemporanee a Casa Andersen – Il Corpo Come Dimora, a cura di Nicoletta Castellaneta, Luisa Catucci e Giuseppe Simone Modeo, organizzato dallAssociazione Ars Nova

Costruita tra il 1922 e il 1924 a Roma nel quartiere Flaminio, la Casa fu contemporaneamente dimora, atelier e traduzione architettonica della visione utopica dello scultore norvegese-americano Hendrik Christian Andersen. Nato a Bergen nel 1872, emigrato negli Stati Uniti durante l’infanzia e trasferitosi nella capitale alla fine dell’Ottocento, Andersen affidò gran parte della propria ricerca a un progetto smisurato: la creazione di una “Città Mondiale”, un centro internazionale nel quale arte, scienza, filosofia, religione e cultura fisica avrebbero dovuto concorrere al progresso dell’umanità. Sviluppato insieme all’architetto francese Ernest Hébrard e presentato nel 1913 anche a Vittorio Emanuele III, il progetto non fu mai realizzato. Villa Helene ne rimane tuttavia una sorta di frammento tangibile e concreto. Ancora oggi, entrando nei grandi atelier al piano terra, ci si confronta con le sue maestose figure umane, atletiche, solenni e modellate da una concezione di bellezza profondamente debitrice della tradizione classica e della monumentalità michelangiolesca. La ricerca di Andersen è profondamente radicata nella centralità del corpo, che nel suo lavoro diventa misura del mondo, espressione di equilibrio e tensione verso un ordine superiore.

Gina Pane, documentazione fotografica ed. 2 di 2, tratta dalla performance Action melanconique presso lo Studio Morra di Napoli, 1974, fotografia 75.5×50

La mostra, visibile dal 29 settembre al 22 novembre 2026, mette in dialogo i “giganti” di Andersen con 63 opere di 43 artiste appartenenti a generazioni, geografie e linguaggi differenti. Louise Bourgeois, Carol Rama, Gina Pane, Meret Oppenheim, Leonor Fini, Natalia LL, ORLAN, Pipilotti Rist, Sarah Lucas, Tracey Emin, Marlene Dumas, Elizabeth Peyton, Vanessa Beecroft, Esther Ferrer, EVA & ADELE, Carole Feuerman, Giulia Cenci, Eva Marisaldi, Monica Mazzone e molte altre costruiscono una costellazione nella quale alla presunta universalità del corpo ideale si sostituisce la molteplicità dei corpi reali, al contempo spazi di esperienza, relazione e critica. Corpi storicamente subordinati, sessualizzati e normati, ma anche corpi capaci di sottrarsi allo sguardo che pretende di definirli. La mostra estende tuttavia la riflessione oltre una lettura esclusivamente binaria, aprendola ai corpi queer, trans e non-binari, ai corpi disabili, razzializzati e migranti.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto di ricerca Art Gender Gap, un ciclo di mostre e incontri dedicato alla persistente disparità di genere nel sistema dell’arte: dalla diversa rappresentazione di artiste e artisti nelle istituzioni alle opportunità professionali, fino alle differenze nella valorizzazione economica delle opere. La questione del corpo incontra così quella della visibilità e del potere, spostandosi dalla rappresentazione artistica alle strutture stesse attraverso cui l’arte viene riconosciuta e legittimata.

Pipilotti Rist, Homo Watching Blütensaub, ed. 5 di 5, 2005, stampa a getto di inchiostro (video still) su carta, 115×137

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Artiste Contemporanee a Casa Andersen – Il Corpo Come Dimora

Casa Museo Hendrik Christian Andersen | Via Pasquale Stanislao Mancini 20, Roma

A cura di Nicoletta Castellaneta, Luisa Catucci, Giuseppe Simone Modeo

Inaugurazione 28 settembre ore 17.30 

Dal 29 settembre al 22 Novembre


Artiste in mostra: Annalaura Di Luggo, Annegret Soltau, Barbara Boekelman, Carol Rama, Carole Feuerman, Catherine Long, Claudia Virginia Vitari, Elisabeth Masé, Elizabeth Peyton, Esther Ferrer, EVA & ADELE, Eva Marisaldi, Gina Pane, Giulia Cenci, Iv Toshain, Leonor Fini, Lidia Bachis, Loreal Prystaj, Loren MacIver, Louise Bourgeois, Maike Freess, Marlene Dumas, Martha Jungwirth, Meret Oppenheim, Miriam Schapiro, Monica Mazzone, Natalia LL, Nora Schultz, ORLAN, Paola Di Bello, Pipillotti Rist, Renee Adams, Rosemarie Castoro, Sarah Lucas, Silvia Iorio, Sylvie Fleury, Tracey Emin, Valentina De’Mathà, Valentine Hugo, Valeria Catania, Vanessa Beecroft, Veronica Montanino.

Cover story: Annegret Soltau transgenerativ – SOHN doppelt mit Tochter, Trans-57v, 2005 sewn photograph 85 x 58 cm, framed 140 x 110 cm, Unique piece

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